Livorno

Posted on by

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera

Livorno è un comune italiano di 161.131 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia in Toscana.
Terza città della regione per popolazione, è situata lungo la costa del Mar Ligure, ed è uno dei più importanti porti italiani, sia come scalo commerciale che turistico, centro industriale di rilevanza nazionale. Tra tutte le città toscane è solitamente ritenuta la più giovane, sebbene nel suo territorio siano presenti testimonianze storiche di epoche remote sopravvissute ai massicci bombardamenti della seconda guerra mondiale.

La città, sviluppatasi a partire dalla fine del XVI secolo per volontà dei Medici, è celebre per aver dato i natali a personalità di prestigio come Amedeo Modigliani, Pietro Mascagni, Giovanni Fattori e Carlo Azeglio Ciampi. In passato, fino ai primi anni del Novecento, è stata inoltre una meta turistica di rilevanza internazionale per la presenza di importanti stabilimenti balneari e termali, che conferirono alla città l’appellativo di Montecatini al mare

Geografia

Il comune di Livorno ha una superficie di 104,79 km². La città si trova a 3 metri s.l.m. (quota in piazza del Municipio). Non vi sono corsi d’acqua rilevanti, a parte alcuni piccoli torrenti (Rio Ardenza, Rio Cigna, Rio Maggiore, Torrente Ugione). Il terreno è generalmente pianeggiante, salvo elevarsi a sud, dove inizia il sistema della Colline livornesi (quota massima 462 metri s.l.m. presso il Poggio Lecceta). Conseguentemente anche la costa, che da Marina di Carrara a Piombino è sempre bassa, si alza quasi a picco sul mare, nella zona detta del Romito.

Il territorio comunale di Livorno comprende anche l’isola di Gorgona e le Secche della Meloria facenti parte del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano. L’isola di Gorgona ha una superficie di 220 ettari e si trova a 37 chilometri dalla costa labronica.

Dal punto di vista geologico il territorio livornese ed i suoi dintorni sono caratterizzati da numerosi materiali come le arenarie ed i gabbri. In particolare, le colline alle spalle della città, presentano terre dalla intensa tonalità rossa; più in basso, la panchina livornese è formata da calcarenite color ocra. La parte settentrionale del comune invece fa parte della pianura alluvionale dell’Arno.

Monumenti e luoghi d’interesse

Dopo le distruzioni subite nel corso della seconda guerra mondiale e le successive mutilazioni inflitte alla città con la ricostruzione, Livorno ha perso gran parte del suo retaggio storico, anche se resistono vestigia delle sue varie fasi: in particolare la struttura del centro cittadino, un pentagono fortificato costruito secondo i criteri della città ideale del Cinquecento. Numerose poi sono le chiese, i templi ed i cimiteri di diverse confessioni religiose, simbolo di un perfetto connubio di razze e popolazioni diverse, che hanno influito notevolmente nella cultura cittadina. Questo spirito di reciproca tolleranza, unito in passato alla politica illuminata dei granduchi di Toscana, creò infatti un’intensa attività culturale. Importanti librerie e prestigiosi teatri animavano la vita della città: qui ad esempio fu pubblicata la terza edizione dell’Encyclopédie, mentre numerosi letterati, come Tobias Smollett o Carlo Goldoni, soggiornarono nelle ville sorte nelle amene località intorno a Livorno. Grandi opere d’architettura di pubblica utilità sorsero poi nella prima metà dell’Ottocento, quando la città iniziò ad affermare una vocazione turistica che porterà all’apertura di molti stabilimenti balneari in cui ancor oggi si avvertono gli echi di una lontana Belle époque.

Dal punto di vista architettonico, le testimonianze d’epoche remote sono assai scarse. Resti di chiese medioevali si riscontrano soprattutto nella Cappella di Santo Stefano, nella chiesa di San Martino e nella Pieve di Limone. All’interno della cinquecentesca Fortezza Vecchia ancora sopravvivono strutture di epoca più antica, come il cosiddetto Mastio di Matilde ed i resti di fortificazioni pisane costruite su preesistenti insediamenti dell’età antica e preistorica. Non mancano alcune testimonianze dell’antico Porto Pisano, un tempo caratterizzato da numerosi torri, come quella, ormai ridotta ad un rudere, della Maltarchiata

Il Quattrocento, che segnò l’inizio del dominio fiorentino, coincise con la costruzione della Torre del Marzocco, nella cui architettura è possibile cogliere un riferimento alla Torre dei Venti di Atene. Tuttavia, fu solo sul finire del XVI secolo che Livorno divenne una vera e propria città per volere dei Medici. Ai primi interventi tardorinascimentali, come il Palazzo Mediceo ed il Duomo, si affiancarono edifici caratterizzati dalla ricerca di un’estrema funzionalità, tutti ubicati all’interno del pentagono fortificato della città. Le fortificazioni rappresentano un altro aspetto importante dell’architettura cinquecentesca: alla citata Fortezza Vecchia, alcuni decenni dopo fece seguito la realizzazione del Fosso Reale e della Fortezza Nuova, secondo un disegno elaborato da diversi progettisti, tra i quali il più celebre fu Bernardo Buontalenti. All’esterno delle fortificazioni, dinnanzi al porto, fu quindi innalzato il Monumento dei Quattro mori, una notevole opera di Giovanni Bandini e Pietro Tacca destinata a omaggiare il granduca Ferdinando I de’ Medici.

I semplici modelli architettonici del XVI secolo sopravvissero anche nel Seicento. Solo nel Settecento si affermarono i gusti tardobarocchi, riscontrabili nel Santuario di Montenero e nel quartiere della Venezia Nuova, dove sorsero la chiesa a pianta longitudinale di San Ferdinando (che ospita sculture di Giovanni Baratta) e quella centralizzata di Santa Caterina (dove in seguito fu collocata una pala del Vasari); tra gli edifici residenziali sono da segnalare il Palazzo Huigens e il vicino Palazzo delle Colonne di marmo, entrambi posti lungo la caratteristica via Borra.

L’Ottocento vide l’affermazione del neoclassicismo: uno dei primi esempi fu il Teatro San Marco (1806, con pitture di Luigi Ademollo), al quale fece seguito una serie di spazi teatrali e arene per spettacoli diurni; tra questi spicca il Teatro Goldoni, dove architettura ed ingegneria si fusero per dar vita ad una caratteristica e funzionale copertura vetrata della sala. Nella prima metà del medesimo secolo architetti quali Alessandro Gherardesca, Luigi de Cambray Digny, Pasquale Poccianti, Gaetano Gherardi, Giuseppe Cappellini, Angiolo della Valle e Luigi Bettarini contribuirono all’edificazione di acquedotti, chiese, palazzi, piazze di stampo neoclassico, che mutarono completamente l’aspetto dell’antica città buontalentiana e dei suoi sobborghi, portando alla formazione della cosiddetta Livorno polytéchnique.

Tra le opere innalzate si ricordano, ad esempio, l’imponente chiesa del Soccorso, i Bagnetti della Puzzolente, la Pia Casa di Lavoro, la Stazione di Livorno San Marco, la sistemazione dell’odierna piazza Cavour, il Palazzo Maurogordato e la nuova cinta daziaria, di Alessandro Manetti e Carlo Reishammer, che delimitava l’area soggetta a porto franco. In ogni caso, l’edificio che meglio rappresenta l’Ottocento livornese è il Cisternone, che Pasquale Poccianti completò tra il 1829 ed il 1842 con chiari riferimenti all’architettura termale romana, al Pantheon e all’architettura rivoluzionaria di Étienne-Louis Boullée e Claude-Nicolas Ledoux. Tra le piazze l’intervento di maggior rilievo è la copertura del Fosso Reale con la creazione della piazza dei Granduchi (oggi piazza della Repubblica), dove furono erette le statue dei granduchi lorenesi; tra esse pregevole era il monumento a Leopoldo II, di Paolo Emilio Demi, che tuttavia fu danneggiato nel 1849 e sostituito con una seconda statua alcuni anni più tardi.

Nella pittura, la seconda metà dell’Ottocento fu immortalata nelle opere dei Macchiaioli e dei post-macchiaoli (oggi conservate al Museo civico Giovanni Fattori), mentre il Novecento portò alla formazione del cosiddetto Gruppo Labronico, del quale facevano parte artisti come Alfredo Müller, Renato Natali e Gino Romiti.

In architettura, il XX secolo, aperto con le opere vagamente Liberty di Angiolo Badaloni (come lo Stabilimento termale Acque della Salute, vicino al quale nel 1910 fu inaugurata l’elegante Stazione Centrale), si indirizzò, negli anni che precedettero la seconda guerra mondiale, sulla costruzione di strutture eclettiche (ad esempio il Palazzo della Galleria e, per certi versi, anche il nuovo complesso degli Spedali Riuniti) e di stampo più razionalista (come il Palazzo del Governo), ma il sontuoso Mausoleo della famiglia Ciano, che avrebbe dovuto dominare Livorno dal colle Monteburrone, non fu mai portato a termine. Gli eventi bellici causarono la quasi completa ricostruzione del centro cittadino, dove Luigi Vagnetti innalzò il suo controverso Palazzo Grande. Nei successivi anni sessanta si registra la costruzione di due importanti edifici: la nuova Sinagoga e il Grattacielo di piazza Matteotti, opera rispettivamente di Angelo Di Castro e di Giovanni Michelucci.

Fonte

La descrizione sopra è presa dall’articolo di Wikipedia Livorno, con brevetto CC-BY-SA. La lista completa di coloro che hanno contribuito alla stesura dell’articolo è disponibile qui.
Le pagine non sono in alcun modo affiliate o appoggiate da chiunque sia associato all’argomento.