Isole Eolie o Lipari

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Le Isole Eolie, dette anche Isole Lipari, sono un arcipelago di origine vulcanica, situato nel Mar Tirreno, a Nord della costa sicula. Comprendono ben due vulcani attivi, Stromboli e Vulcano, oltre a vari fenomeni di vulcanismo secondario.
L’arcipelago è composto dalle seguenti isole:

  • Alicudi
  • Filicudi
  • Lipari
  • Panarea con gli isolotti basaltici di Basiluzzo, Dattilo, Lisca Bianca e Bottaro
  • Salina
  • Stromboli (con il vicino scoglio di Strombolicchio)
  • Vulcano

Amministrativamente compreso nella Provincia di Messina, l’arcipelago è suddiviso fra i comuni di Leni, Malfa, Santa Marina Salina, situati sull’isola di Salina, e Lipari, che si estende sulle restanti isole. Destinazione turistica sempre più popolare, le isole attraggono fino a 200.000 visitatori annuali.

Nell’anno 2000 le Eolie sono state nominate patrimonio dell’umanità dall’UNESCO per i fenomeni vulcanici.

Etimologia

Le isole prendono nome dal dio Eolo, re dei venti. Secondo la mitologia greca, Eolo riparò su queste isole e diede loro nome, grazie alla sua fama di domatore dei venti. Viveva a Lipari, e riusciva a prevedere le condizioni del tempo osservando la forma delle nubi sbuffate da un vulcano attivo, probabilmente lo Stromboli.

Grazie a questa abilità, determinante per gli isolani che erano in gran parte pescatori e necessitavano di conoscere gli eventi meteorologici che sarebbero avvenuti, Eolo si guadagnò grande popolarità nell’arcipelago, e secondo una teoria, fu da questi fatti che un semplice principe greco, abile nel prevedere il tempo dalle nubi, alimentò il mito del dio Eolo in grado invece di controllarle.

Il nome di isole Lipari viene invece dal re Liparo, successore di Eolo. Secondo Plinio, venivano queste isole chiamate, dai greci Efestiadi e perciò, dai romani, assieme a Aeoliae e Lipari, Volcaniae (Plin. III, 92.)

Storia

La presenza umana nell’arcipelago risulta sin dalla notte dei tempi. Le genti preistoriche vennero infatti sicuramente attratte dalla presenza di grandi quantità di ossidiana, sostanza vetrosa di origine vulcanica grazie alla quale le Eolie furono al centro di fiorenti rotte commerciali sin dai tempi di Roma antica. I primi insediamenti si ebbero già alcuni secoli prima del 4000 a.C., nell’età neolitica.

L’ossidiana, che a quei tempi era un materiale ricercatissimo grazie al fatto di essere il più tagliente di cui l’uomo dell’epoca disponeva, generò traffici commerciali così intensi da conferire grande prosperità alle isole.

Da Lipari era esportata in gran quantità verso la Sicilia, l’Italia meridionale, la Liguria, la Provenza e la Dalmazia. A Lipari nacque così uno degli insediamenti più popolosi del Mediterraneo, e a partire dal 3000 a.C. la ricchezza di Lipari si estese alle altre sei isole, che cominciarono ad essere popolate. Tra il XVI e il XIV secolo a.C. divennero importanti perché poste sulla rotta commerciale dei metalli, in particolare lo stagno che giungeva via mare dai lontani empori della Britannia e transitava per lo stretto di Messina verso oriente.

Mentre in Sicilia si afferma la Cultura di Castelluccio, a Capo Graziano, nell’isola di Filicudi, e anche a Lipari, si diffonde la cosiddetta Cultura Eoliana caratterizzata dal commercio più che dall’agricoltura, con le sue capanne circolari con pareti di pietre a secco, quasi a strapiombo sul mare e una propria ceramica. Le isole furono colonizzate dai Greci, intorno al 580 a.C., che chiamarono le isole Eolie poiché ritenevano che fossero la dimora del dio dei venti, Eolo, un mito questo destinato ad affermarne la “grecità”.

Nel 260 furono teatro della battaglia di Lipari tra Roma e Cartagine. In epoca romana divennero centri di commercio dello zolfo, dell’allume e del sale.

Lo storico biblico Giuseppe Flavio menziona una popolazione forse in relazione con le Eolie: “Elisa diede il nome agli Eliseani ed essi sono ora gli Aeoliani”. Elisa si riferisce al nipote di Iafet, figlio di Noè.

Nel 1544, quando la Spagna dichiarò guerra alla Francia, il re francese Francesco I chiese aiuto al sultano ottomano Solimano il Magnifico. Questo mandò una flotta comandata da Khayr al-Din Barbarossa che fece rotta sulle isole Eolie e le attaccò uccidendo e deportando i suoi abitanti. Secondo il suo disegno le Eolie avrebbero dovuto essere l’avamposto dal quale attaccare Napoli.

Nel corso dei secoli l’arcipelago venne ripopolato di nuovo da comunità spagnole, siciliane e del resto d’Italia. In epoca borbonica l’isola di Vulcano veniva usata come colonia penale per l’estrazione coatta di allume e zolfo.

Fonte

La descrizione sopra è presa dall’articolo di Wikipedia Isole Eolie, con brevetto CC-BY-SA. La lista completa di coloro che hanno contribuito alla stesura dell’articolo è disponibile qui.
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