Tempio Pausania

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Tempio Pausania (Tèmpiu in gallurese), è un comune italiano di 14.312 abitanti, capoluogo, con Olbia, della Provincia di Olbia-Tempio in Sardegna.
Situata nel cuore della regione storica della Gallura, ai piedi del Monte Limbara è inoltre sede vescovile (Diocesi di Tempio-Ampurias) e di Tribunale. La denominazione amministrativa “Pausania” venne aggiunta agli inizi del Novecento ad indicare Phausiana, che fu la prima sede vescovile in Gallura, secondo alcuni, località medioevale sorta sui ruderi della Olbia romana o nelle sue immediate vicinanze (anche se al momento non vi sono evidenze storico-archeologiche che lo proverebbero).

Tempio Pausania è sede di Università (sede staccata dell’Università di Sassari con corsi di laurea della Facoltà di Farmacia in Tecniche erboristiche e Tossicologia degli inquinanti ambientali (attualmente non attivi) e delle facoltà di Giurisprudenza con corsi di laurea a distanza in Scienze Giuridiche e in Diritto delle amministrazioni e delle imprese pubbliche e private), scuole superiori, ospedale civile.

Il 31 agosto 2006 con Delibera Statutaria del Consiglio Provinciale è stata attribuita la qualifica di capoluogo della Provincia di Olbia-Tempio sia ad Olbia (sede legale e principale dell’Ente, della Presidenza, della Giunta Provinciale e del Consiglio Provinciale) che a Tempio Pausania (sede condivisa della Presidenza e del Consiglio Provinciale).

Importante centro amministrativo, vi si trova la sede di Tribunale civile e penale (con competenza sull’intera provincia), uffici finanziari (sede locale dell’Agenzia delle Entrate, conservatoria dell’Agenzia del Territorio) e previdenziali (INPS), sede condivisa della Presidenza e del Consiglio della Provincia, uffici regionali con competenza provinciale (Servizio Demanio e Patrimonio di Tempio-Olbia, Servizio Territoriale della Gallura dell’Agenzia ARGEA Sardegna (ex ERSAT), Ispettorato ripartimentale di Tempio Pausania dell’Ente Foreste della Sardegna, sede dell’ispettorato ripartimentale forestale, sede dell’Unione di Comuni “Alta Gallura” (comprendente 10 comuni), sede del sistema bibliotecario Anglona-Gallura, sede dell’Ordine degli Avvocati, sede del Dipartimento della Ricerca per il Sughero e la Silvicoltura dell’Agenzia AGRIS Sardegna (ex Stazione Sperimentale del Sughero), Stadio calcistico (Stadio Nino Manconi,omologato per la serie B), sede vescovile (diocesi di Tempio-Ampurias).

Monumenti principali

  • Centro storico della città in blocchi di granito grigio (prevalentemente settecentesco); degni di nota Corso Matteotti, via Roma (Carrera Longa, Lu Runzatu, Lu Pultali), Piazza d’Italia (Piazza di l’Ara), Parco delle Rimembranze, Fonte Nuova (Funtana Noa) e Parco di San Lorenzo, via Mannu (ex via dei Nobili o dei Cavalieri o del Macello);
  • Nuraghe Maiori (Naracu Maiori), SS133 per Palau, a due coni con struttura granitica, risalente al 1000 a.C. presenta una tipologia mista tra l’impianto dei nuraghe a corridoio e di quelli a tholos con corridoio centrale e camere binate;
  • Nuraghe Polcu (Naracu Polcu), SS133 per Palau, uno dei rari esempi di nuraghe a tholos in Gallura;
  • Resti della residenza attribuita al Giudice Nino Visconti di Gallura (1200), menzionato nell’8º canto della [Divina Commedia], inglobati in un modesto fabbricato, via Nino di Gallura;
  • Chiesa di Santa Croce di impianto medioevale (1200 circa) con volta a botte in mattoni ottocentesca; già sede della confraternita della Santa Croce; via Roma ang. piazza San Pietro;
  • Cattedrale di San Pietro (Santu Petru), di origine due-trecentesca (consacrata nel 1219) ma notevolmente ampliata nel 1832/39 in stile barocco genovese da Gian Domenico Canti, a navata unica absidata con cappelle laterali, imponente prospetto principale lungo la facciata laterale e campanile quattrocentesco aragonese (sopraelevato nel 1822), arco verso la casa parrocchiale (1827); divenuta collegiata con bolla di Gregorio XV Sacri Apostolatus, venne eretta in Cattedrale dal papa Gregorio XVI con bolla Quamvis aequum del 1839; All’interno affresco “San Pietro” (1907) di Mario Paglietti; piazza San Pietro;
  • Oratorio del Rosario (XIII-XIV secolo) anch’essa di origine trecentesca con interessante facciata gotico-aragonese in granito e altare ligneo all’interno, insiste nel luogo in cui si voleva sorgesse l’antico luogo di culto prima pagano e poi romano che ha probabilmente dato nome alla città (Templum); sulla facciata due statuette che hanno sostituito le originali raffigurazioni attribuite a Castore e Polluce del periodo romano (che il parroco don Grimaldi cedette al professor Cannas) e che sono presumibilmente all’origine degli antichi toponimi “Gemellae” e “Gemini”; Piazza san Pietro;
  • Chiesa di San Francesco (Santu Franciscu), costruita tra il 1543 e il 1548 con impianto rinascimentale (la più antica testimonianza in Sardegna) a navata unica con volta a botte e 4 cappelle per lato, già annessa al convento dei frati minori osservanti (successivamente riconvertito prima in carcere, poi parzialmente demolito, in ospedale e quindi in scuola superiore); Vi venivano sepolti i nobili di Tempio, tra cui don Gavino Pes; Circonvallazione San Francesco;
  • Palazzo Antico Seminario Villamarina-Pes; prima residenza della famiglia nobiliare tempiese dei Pes marchesi di Villamarina venne gradualmente ceduto alla Diocesi tra il 1804 e il 1933; fu sede del Vescovo e del Seminario Vescovile fino al 1966; oggi sede di uffici della Curia Vescovile e del Museo Diocesano “Museum Templense”; piazza Gallura;
  • Palazzo Villamarina-Pes (XVII secolo), appartenne alla famiglia Pes (oggi sede di uffici regionali e degli organi della Provincia di Olbia-Tempio); piazza Brigata Sassari;
  • Palazzo degli Scolopi, convento con corte porticata a crociera dei padri Scolopi della metà del XVII secolo (è stata la prima sede della Provincia), piazza del Carmine;
  • Palazzo Pes in “via dei Nobili”, che riporta sulla facciata lo stemma gentilizio della famiglia Pes (il piede scalzo); via Mannu;
  • Chiesa di Sant’Antonio (Sant’Antoni) (1657), seicentesca ma ampliata nel 1788;
  • Chiesa del Purgatorio (Lu Pulgatoriu) (1679), fatta erigere in epoca spagnola dal nobile possidente Jaime Misorro ad espiazione dei gravi crimini commessi, piazza Purgatorio;
  • Carceri “La Rotonda” (1845), tipologia carceraria ottocentesca a pianta circolare con cortile interno, probabilmente su progetto dell’ing. Enrico Marchesi, autore anche delle analoghe demolite vecchie carceri di Nuoro (La Rotonda) e del piano di ampliamento e abbellimento di Sassari;
  • Palazzo Municipale (1882) dell’arch. F.M. Cabella, realizzato sul luogo dell’antico Convento delle Monache Cappucchine (di cui è visibile parte della sagoma sulla pavimentazione della piazza), piazza Gallura;
  • Antico Carcere (fatto edificare nel 1663 dal viceré Condè d’Altamira e demolito nel 1883/1884), successivamente adibito a Mercato; Oggi ospita l’Ufficio Turistico Comunale; piazza Mercato;
  • Palazzo Sanguinetti (primi del Novecento), già di proprietà di una famiglia di armatori genovesi, presenta una elegante facciata neoclassica in granito; i soffitti sono decorati con affreschi di Mario Paglietti; via Roma;
  • Teatro del Carmine (1928-1929) dell’arch. Aldo Faconti in stile liberty sulla tipologia del teatro all’italiana ottocentesco e recentemente restaurato, sul luogo in cui sorgeva la chiesa annessa al convento degli Scolopi; piazza del Carmine;
  • Stazione Ferroviaria (1930/33), attribuita all’ing. Maroni o all’ing. Emilio Olivieri, architettura liberty particolarmente curata nei materiali (granito, mattone e intonaco) e nelle decorazioni di gusto decò, con dipinti di Giuseppe Biasi (1931/32) nell’atrio e nella sala di aspetto e nelle ex Officine Ferroviarie il Museo delle Ferrovie con esposte locomotive a vapore;
  • Caserma Francesco Fadda (1913/33), sorta nel 1913 come grande stabilimento per la lavorazione del sughero della “Società Romana Sughero” (la Frabbica Noa), chiuso nel 1924, dal 1933 diviene la sede del 59º Reggimento Fanteria “Calabria”; il complesso è oggi in corso di ristrutturazione come sede della cittadella degli uffici finanziari; via Olbia;
  • Scuole elementari “Vecchio Caseggiato” o “Scolastico” (dal 1910 al 1917), tra via Angioj e piazza della Libertà, di fronte al Parco delle Rimembranze;
  • Chiesa di San Giuseppe (dal 1950 al 1998) con annesso Comprensorio Antitubercolare, dell’ing. Giovanni Antonio Sechi, opera eclettica in granito su un contesto unitario ai margini della città, influenzata dall’arch. Muzio e con alto campanile (37 metri) che rievoca quello di San Marco a Venezia; piazza San Giuseppe, via Fiume;
  • Scuole Elementari di San Giuseppe (dal 1956, modificato nel 1977), dell’arch. Giovanni Andrea Cannas, in granito con lungo porticato (successivamente modificato).
  • Fonti di Rinagghju, nella parte alta della città, immerse in un parco e con annesso stabilimento idropinico; via delle fonti;
  • Monte Limbara (1359 m), a 16 km a sud della città, raggiungibile dalla SS per Oschiri.
  • Progetto per il “Sala-una International Conference Resort” (2004) per la Fondazione Forum 2001, nei pressi del Monte Limbara, dell’architetto irano-americano Michele Saee.

Fonte

La descrizione sopra è presa dall’articolo di Wikipedia Tempio Pausania, con brevetto CC-BY-SA. La lista completa di coloro che hanno contribuito alla stesura dell’articolo è disponibile qui.
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