Iglesias

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Iglesias (Igrèsias in sardo) è un comune italiano di 27.493 abitanti, capoluogo, assieme a Carbonia, della provincia di Carbonia-Iglesias nella Sardegna sud-occidentale, nella regione dell’Iglesiente di cui è il principale centro abitato e alla cui regione dà il nome. È sede vescovile (Diocesi di Iglesias).

Oltre ai quattro quartieri storici che formano il centro medioevale della città che sono: Fontana, Castello, Santa Chiara e Mezo, vi sono altri rioni che si sono sviluppati con la moderna espansione della città, i più importanti sono: Campo Pisano, Campo Romano, Col di lana, Monte Cresia, Monte Figus, Monteponi, Palmari, Sant’Antonio, San Salvatore, Serra Perdosa, Vergine Maria.

Cultura

Riti della Settimana Santa

Particolarmente suggestivi risultano essere ad Iglesias i riti della settimana di Pasqua organizzati dalla antica Arciconfraternita del Santo Monte. La confraternita è attiva da cinque secoli come dimostrano le cronache del Seicento, si legge infatti che il 16/06/1616 arriva l’elevazione al rango di Arciconfraternita.

L’attività della stessa si manifestava nei tempi passati come l’assistenza ai condannati a morte ed ai malati oggi invece con l’aiuto alle persone più bisognose che stanno ai margini della società. I riti della settimana santa non hanno subito particolari modifiche nel corso dei tempi e mantengono una impostazione fondamentalmente simile, le pochissime novità portate sono minime ed essenziali. I “confratelli” che formavano la associazione erano di provenienza nobile e appartenevano alle famiglie più in vista della città.

La gerarchia interna della confraternita è composta da un Conservatore, da un vice Conservatore, un Tesoriere, un Segretario e dal Sacrista Maggiore che hanno funzione di regolare le attività che vengono dirette e realizzate dal Corpo dei Confratelli o “Germani”. L’abito di questi ultimi che si apprezza durante i riti è di chiara ispirazione e influenza spagnola, esso è bianco, lungo fino ai piedi e composto da un cappuccio con una visiera abbassata (sa visiera) dove compaiono solamente due fori per gli occhi. Il martedì santo si svolge la processione detta “dei misteri” vengono infatti portati sette simulacri che ricordano la passione di Cristo, essi rappresentano Gesù che prega nell’orto degli ulivi, la sua cattura, la flagellazione, l’Ecce Homo, la salita verso il Calvario, la Crocifissione e la Maria Addolorata. Le statue sono portate a spalla dai “Babballottis” tipica figura deli riti Iglesienti.

Il Mercoledì santo si procede alla benedizione e distribuzione ai fedeli dei rami di ulivo che adornavano la statua di Gesù che pregava nelle processione dei misteri. Il Giovedì santo a sera il Santissimo Sacramento viene solennemente esposto. È solito visitare queste cappelle dette delle Reposizione. Per questo motivo, per antichissima tradizione, il Santo Monte sortisce in processione per compiere questo atto di pietà e di fede accompagnato dalle altre confraternite cittadine (Santissimo Sacramento e San Giuseppe).

A questa processione partecipano adulti e bambini con la tradizionale abito da babalotti: quest’abito ricorda quello degli antichi flagellanti che sin dal XIII secolo caratterizzavano con la loro presenza i principali momenti di fede della città. Rigorosamente incappucciati, come d’altra parte i Germani del santo monte, sfilano per i selciati della città vecchia in religioso raccoglimento, scortando il simulacro della Vergine Addolorata. Il tamburo e la matraccas (comprese quelle enormi che aprono il corteo) avvisano e scandiscono lo snodarsi del corteo.

Il Venerdì Santo è sicuramente il giorno più suggestivo della settimana santa, i Germani provvedono in strettissimo riserbo alla deposizione del crocifisso alle 15.00 in punto e poi iniziano i lunghi preparativi per la processione detta del “descenso” che inizia in tarda serata nelle vie del centro storico illuminate con della torce accese lungo i muri, il corteo inizia con la presenza de “Is Vexillas” con gli strumenti della Passione di Cristo, poi è il turno di San Giovanni e la Maddalena due bambini vestiti con abiti di foggia orientaleggiante accompagnati dagli Obrieri del Descenso che sono i due Germani responsabili della deposizione del Crocifisso e dei dettagli organizzativi di questa processione, poi passano “Is Varonis” che rappresentano le figure di Giuseppe di Arimatea e Nicodemo accompagnati da due servi, poi è la volta del baldacchino con il Gesù morto portato a spalle dai fedeli, la statua è a grandezza naturale opera artistica del XVII secolo. Dietro il baldacchino con Gesù senza vita la statua della Addolorata scorata dai componenti dell’Arciconfraternita, dietro di loro la grande croce lignea portata dai “Penitenti”.

Corteo storico medioevale

Tra le varie manifestazioni storiche che si svolgono ad Iglesias la più importante è senza dubbio rappresentata dal “Corteo storico medioevale” che si svolge per le strade della cittadina mineraria il 13 di agosto. Il corteo è un evento molto particolare e suggestivo soprattutto per la bellezza degli indumenti tipici medioevali che vengono indossati da centinaia di partecipanti. La manifestazione si svolge nel cuore della cittadina medioevale percorrendo le vie del centro storico, i partecipanti sfilano accompagnati dal suono dei tamburi, delle chiarine e dalle evoluzioni molto particolari degli sbandieratori.

I figuranti che partecipano alla sfilata sono intorno alle 500 unità e appartengono ai quattro Quartieri Storici della città di Iglesias (Castello, Santa Chiara, Fontana e il Quartiere di Mezo) ed alle associazioni, corporazioni e gruppi storici cittadini (Gruppo Storico Ghibellina, Società Balestrieri Villa Ecclesiae, Associazione Balestrieri Iglesias, Gruppo Storico Musici Porta Sant’Antonio, Compagnia dell’Arco, Gruppo Storico Antiche Porte, Corporazione Vignaiuoli Contadini e Tavernari, Sbandieratori Aquile Ghibelline, Corporazione Lavoratori di Fosse, Saggitarii Vagantes, Sbandieratori di S.Guantino del Quartiere Castello) e di altri sodalizi soprattutto di alcuni comuni toscani come Pisa, Lucca, San Sepolcro, Castiglion Fiorentino, Massa Marittima e altri ancora.

Il Corteo Medioevale nato nel 1995, fu organizzato dal Quartiere Castello. Il Corteo si ispira alla amministrazione Pisana in Villa di Chiesa (Iglesias secolo XIV) e propone attraverso la ricostruzione dei costumi, la borghesia toscana che viveva in città, fino dal tempo del Conte Ugolino della Gherardesca icona storica di questa bella Città che conserva un taglio toscano nella urbanistica e nella cultura alla quale si ispira appunto il Corteo Storico Medioevale. È organizzato dalla S.Q.M.V.E. (Società Quartieri Medioevali Villa Ecclesiae) e il Comune di Iglesias che sono riusciti, con l’apporto fondamentale dei Gruppi cittadini in costume, a fare dell’Estate Iglesiente un appuntamento con la Storia e lo Spettacolo unico nel suo genere in tutta la Sardegna. La fama del Corteo ha attraversato i confini regionali e oramai è un appuntamento di livello nazionale inserito in tutti i siti web che trattano di turismo, cultura e tradizioni.

Costumi tradizionali

I costumi tipici di Iglesias sono influenzati dai costumi spagnoli. Gli abiti tradizionali femminili sono : la “Nostrada”, con la “mantiglia” di seta bianca e celeste e la “Massaia”, con la mantelletta di panno e la gonna rossa, plissettata. L’abito maschile tipico è di orbace nero accompagnato talvolta , durante le cerimonie , da un giubbetto di panno o velluto azzurro , indossato in passato dai più abbienti. Fra i copricapi utilizzati dagli uomini particolare interesse desta il cappello nero a falda larga somigliante agli analoghi copricapi spagnoli.

Fonte

La descrizione sopra è presa dall’articolo di Wikipedia Iglesias (Italia), con brevetto CC-BY-SA. La lista completa di coloro che hanno contribuito alla stesura dell’articolo è disponibile qui.
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