Foggia

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Foggia (Foggë in foggiano) è un comune italiano di 152.630 abitanti, (73.388m; 79.242f) capoluogo dell’omonima provincia, in Puglia.
È il terzo comune della regione per popolazione e l’ottavo d’Italia per superficie.

Situata nel Tavoliere delle Puglie, Foggia mantiene la spiccata vocazione agricola che per secoli l’ha resa un importante centro commerciale. Sino ai primi anni del XIX secolo fu sede della Regia Dogana delle pecore, che regolamentava la pastorizia degli Abruzzi e della Capitanata. La città di Foggia è sede arcivescovile metropolitana e dal 1999 sede universitaria.

Nonostante i vari terremoti susseguitisi nel corso dei secoli ed i bombardamenti subiti durante il secondo conflitto mondiale, che provocarono circa 20.000 vittime civili (quasi un terzo della popolazione dell’epoca), conserva un importante patrimonio artistico ed architettonico, concentrato soprattutto nella parte antica della città.

Geografia

Foggia sorge pressappoco al centro del Tavoliere delle Puglie, tra il torrente Celone e il fiume Cervaro, all’incrocio di importanti vie di comunicazione. La città giace su terreni di origine argillosa, soggetti ad elevato ristagno idrico. Essa rientra nella zona indicata a sismicità media secondo l’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003.

Monumenti e luoghi di interesse

Nonostante Foggia sia stata danneggiata più volte da devastanti terremoti e dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, numerose sono le testimonianze storiche e architettoniche del suo illustre passato.

Il maggiore monumento cittadino è la Cattedrale, eretta nel XII secolo e più volte modificata. Essa conserva all’esterno buona parte dei raffinati prospetti romanici in pietra squadrata e scolpita, con il prezioso cornicione popolato di sculture e sul fianco sinistro il ricco portale di San Martino. Medievale è anche la suggestiva cripta con notevoli capitelli. In età barocca il tempio fu ristrutturato globalmente, all’esterno mutando la parte superiore dei prospetti e innalzando il campanile lapideo con coronamento a guglia e all’interno riplasmando in discreto stile rococò l’impianto architettonico, una croce latina con cupola a scodella decorata con sobri ornati a stucco. Nell’aula relativamente spaziosa spicca l’imponente altare maggiore settecentesco in marmi policromi con due grandi angeli marmorei scolpiti e firmati da Giuseppe Sanmartino. Sulla controfacciata, inoltre, troneggia una grande tela di Francesco De Mura, mentre altri preziosi altari napoletani del settecento decorano le cappelle (due delle quali ospitano statue lignee di Giacomo Colombo). Di particolare pregio risulta la cappella maggiore dell’Iconavetere, a lato del presbiterio, con cancellata bronzea e ricco altare marmoreo della fine del Seicento.

Nel territorio urbano emergono diversi luoghi di interesse storico e artistico. Tra questi la tardobarocca Chiesa di Gesù e Maria, sita in Piazza Umberto Giordano, Palazzo Dogana in Piazza XX settembre, la Chiesa del Monte Calvario delle Croci, i Tre Archi di Porta Arpana o Porta Grande, l’Arco del Palazzo Imperiale di Federico II in Piazza Nigri. Qui sorgeva il maestoso Palazzo Imperiale dell’ Imperatore Svevo, che, come si legge sull’epigrafe dell’Arco, considerava Foggia reale e preferita sede imperiale. Sono in atto ricerche per l’individuazione dei resti del palazzo, nei sotterranei della città vecchia.

Altre testimonianze del passato sono il pozzo di Federico II, sito nell’omonima piazza, e l’Epitaffio, la Chiesa di San Lorenzo in Carminiano sulla strada del Salice Nuovo e, nell’area alle porte della città dove sorgeva l’antica città di Arpi, l’ipogeo della Medusa e la Necropoli e il parco Archeologico di Passo di Corvo.

Di notevole interesse storico ed artistico sono le tante chiese, in stile barocco e rococò, disseminate su tutto il territorio della Foggia antica; tra queste risaltano la seicentesca Chiesa de Morti sita in piazza Purgatorio, attualmente in fase di restauro, e la Chiesa della Madonna Addolorata, sita nell’omonima piazza alla quale si accede attravero un suggestivo arco che ne riprende il nome. Uscendo dal centro storico, di fronte ai Tre Archi in Piazza Piano delle Croci, spicca la Basilica di San Giovanni Battista dalla sobria facciata barocca. Accanto a questi spicca anche la vastissima Villa comunale[20] con austero pronao neoclassico, che rappresenta per dimensioni il secondo giardino pubblico dell’Italia centro-meridionale e fu realizzata nel XIX secolo su modello della Villa Floridiana di Napoli. Importanti inoltre il Palazzo delle Poste in stile liberty e la Fontana del Sele in Piazza Cavour (inaugurata il 22 marzo del 1924).

Nei dintorni del centro urbano sorgono Borgo Segezia, il Santuario dell’Incoronata e Arpinova, importanti siti storici, archeologici e religiosi.

La villa comunale

L’ingresso principale è costituito dall’imponente pronao, composto da 28 colonne di ordine tuscanico disposte in doppia fila, progettato nel 1820 dall’ingegnere Luigi Oberty cui si deve anche il disegno della facciata della Chiesa di San Francesco Saverio, del Teatro e dell’ospizio “Maria Cristina” e della Chiesa della Madonna della Croce (o della Neve).

Già nel 1806 Gioacchino Murat aveva proposto la costruzione di “casini” e giardini ai lati di una villa pubblica. La città- giardino, che sarebbe sorta intorno alla villa, sarebbe stata lottizzata e offerta in vendita.

Ma nessuno rispose, perché i “decurioni” si opposero alla divisione del territorio di “Pila e Croce”. Fu aperta solo una Villa, la cosiddetta Villa Reale che nel piano del 1819 non comprendeva né le 700 versure né le 600 versure. Costruito nel 1827, il pronao o propileo della Villa Comunale fu distrutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, venne poi riedificato nel 1950. Le nicchie del pronao, ora vuote, contenevano,un tempo, le statue dei grandi re borbonici.

Teatro Umberto Giordano

I lavori per la costruzione del Teatro Comunale a Foggia iniziarono nel 1825 e terminarono nel 1828, anno in cui fu inaugurato ed intitolato al re Ferdinando. Era uno dei più importanti teatri del regno. Il progetto si deve all’architetto napoletano Luigi Oberty che gli impose il raffinato stile neoclassico, in voga a quei tempi e che arricchisce molti scorci della Foggia ottocenteca. Il teatro però risultò essere insufficiente per ospitare il grande pubblico foggiano cosicché, a pochi anni dall’apertura, fu ampliato e l’iniziale progetto dell’Oberty fu rivisitato sostituendo all’originario peristilio a sei colonne tre ampi fornici e le finestre del primo piano furono tramutati in balconi. Al suo interno rivela la tipica forma a ferro di cavallo, tipico dei teatri all’italiana, con tre ordini di palchi decorati con stucchi; l’ampia volta che lo ricopre non è decorata sfarzosamente ma è impreziosita da un pregevole lampadario di cristalli. Grande attenzione fu data alla sistemazione del ridotto che è decorato con quattro statue dei sovrani del tempo: Francesco I e Maria Isabella e i successori Ferdinando II e Maria Teresa. Il nome del teatro passò dopo l’unità d’Italia da “Real Teatro Ferdinando” a “Teatro Dauno” e nel 1928 fu dedicato al compositore foggiano Umberto Giordano. Il Teatro Comunale recentemente è stato soggetto ad una delicata fase di restauro che lo ha riportato al suo antico splendore.

Insediamenti rupestri

Insediamenti umani nel territorio della città di Foggia sono presenti già nel Neolitico (intorno al VI millennio a.C.). Gli abitanti vi praticavano l’agricoltura, favoriti dalla fertilità e dalla regolarità del Tavoliere. Alcuni degli insediamenti individuati sono quello di località Passo di Corvo, sede di un parco archeologico, e quello messo in luce da scavi archeologici nell’area della villa comunale; altri villaggi sono sepolti nell’area dell’ex Ippodromo e nell’area compresa tra i quartieri Ordona Sud e Salice Nuovo. In località Arpinova, alle porte della città, insediamenti datati III – II millennio a.C., come l’Ipogeo della Medusa e la necropoli dell’antica città di Arpi.

Fonte

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