Trani

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Trani (Tràan nel dialetto locale) è un comune italiano di 53.936 abitanti, capoluogo insieme a Barletta e Andria della provincia di Barletta-Andria-Trani, in Puglia. Sino al 2004 la città faceva parte della provincia di Bari.

È nota città d’arte per le bellezze artistiche ed architettoniche che richiamano ad un glorioso passato. Già sede della Corte d’Appello delle Puglie, continua ad essere un importante polo giudiziario con giurisdizione su undici comuni.

Geografia

La città è situata sulla costa adriatica 43 km a nord di Bari, ad un’altitudine di 7 metri s.l.m. Una piccola insenatura naturale, generata nell’antichità dalla foce di un fiume ormai scomparso, corrisponde al porto cittadino. Il territorio è pianeggiante e si caratterizza, oltre che per i vigneti e gli oliveti, per l’importante attività estrattiva della pietra di Trani.

Monumenti e luoghi d’interesse

Trani, città d’arte, oltre al castello e alla cattedrale è ricca di chiese e monasteri, palazzi e piazze storiche, strutture difensive di architettura sveva, porto turistico di antichissima origine, questo vasto patrimonio è dovuto alla sua millenaria storia.

Architetture religiose

La Cattedrale Romanica

La Cattedrale di Trani (conosciuta anche come Cattedrale di San Nicola Pellegrino) è la costruzione più prestigiosa della città pugliese. Si tratta di un esempio di architettura romanica pugliese. La sua costruzione è legata alle vicende di San Nicola Pellegrino, svoltesi durante l’epoca della dominazione normanna ed è stata ricettacolo di insigni reliquie custodite presso la sottostante cripta, tra le quali si segnala il corpo della martire orientale Santa Febronia di cui si possono ancora oggi ammirare un pregevole reliquiario del XVIII secolo ed un dipinto ovale che la raffigurano, presso il Museo Diocesano. È stata costruita usando il materiale di tufo calcareo tipico della zona: si tratta della pietra di Trani estratta dalle cave della città, caratterizzata da un colore roseo chiarissimo, quasi bianco.

Monastero di Colonna

La chiesa di Santa Maria di Colonna, situata sulla penisoletta di Capo Colonna, è a poco più di un miglio dal centro della città, un tempo fuori dall’abitato urbano, ma adesso compresa al centro di una florida zona turistico-residenziale. Fu fondata, insieme all’attiguo monastero benedettino, tra la fine del sec XI e l’inizio del XII, dal nobile tranese Goffredo Siniscalco. La facciata principale si avvale di elementi decorativi tipici dell’architettura romanica: il rosone, un arco lavorato e sostenuto da agili colonnine, un architrave di finissima fattura (proveniente da un monumento pagano) e una serie di archetti pensili della cuspide. Nella Chiesa si conserva il Crocifisso ligneo del XV secolo, oltraggiato dai corsari saraceni e un prezioso altare donato dal Gran Duca di Toscana, in cambio delle reliquie di Santo Stefano, che qui si veneravano fino al 1684. Attualmente il monastero è utilizzato per iniziative culturali, concerti di musica Jazz e Classica all’interno dello splendido chiostro o nel cortile esterno. Notevole è la veduta panoramica di cui si può fruire, salendo al pieno superiore, dal quale è possibile osservare la costa antistante il lungomare, sino alla villa comunale con la cattedrale sullo sfondo.

Chiese Storiche

La città di Trani vanta un gran numero di chiese, per la maggior parte in stile romanico, in primis la cattedrale, che rappresenta lo splendore e lo sfarzo che aveva nel medioevo. In tutto tra sconsacrate, demolite ed ancora esistenti se ne sono contante più di cento. Inoltre la città vantava la presenza di ben quattro sinagoghe di cui due sono andate perdute e le altre due ancora esistenti sono state riconvertite in chiese.

Museo diocesano (Trani)

Il Museo dell’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie-Nazareth nasce nel 1975 per volontà dell’Arcivescovo Giuseppe Carata, al fine di dare una più adeguata sistemazione al materiale lapideo e scultorio proveniente da demolizioni operate nella Cattedrale ed in altre chiese della città di Trani. Nel corso degli anni il suo patrimonio si è notevolmente arricchito di opere e reperti di grande valore artistico e storico. L’Istituzione ha così, nel corso degli anni, sdoppiato le sue sedi, dedicando agli spazi di Palazzo Addazi l’esposizione della collezione pittorica e scegliendo l’attiguo Palazzo Lodispoto come nuova sede per il restante patrimonio artistico.

Architetture militari

Castello Svevo

Il castello svevo di Trani è un castello edificato nella città di Trani nel 1233 sotto il regno di Federico II. Nel castello soggiornò spesso il figlio di Federico, Manfredi, che il 2 giugno del 1259 vi sposò la seconda moglie, Elena Ducas.

Fortino

All’estremità sinistra della villa comunale si accede all’antico fortilizio destinato alla protezione dell’estrema punta orientale del porto: si tratta del fortino di S. Antonio, che incorpora l’omonima antica chiesa. Da esso si può ammirare tutta l’insenatura su cui si affaccia la città antica, e si distinguono con chiarezza la cattedrale, le tre absidi della chiesa di Ognissanti e la parte retrostante della chiesa di santa Teresa e la torre dell’orologio, è considerato dai suoi abitanti uno dei posti più belli e suggestivi della città.

Torre Barbinelli

Torre fortificata dell XI sec. situata in p.zza Cesare Battisti. Con scopi di avvistamento faceva parte del primo castello regio bizantino – normanno.

Porta Antica e baluardo difensivo

Delle 4 porte di accesso dell’antica e prima cinta muraria della città una sola si conserva ancora oggi intatta e visibile, è porta antica detta anche aurea. Era l’unica munita di due torri difensive, una delle due è ancora visibile oggi e si trova su di una scalinata appena sopra la porta.

Architetture civili

Casa de Agnete

Venne edificata nel 1283 da Nicola Lombardo figlio di Giovanni De Agnete, presenta una facciata medievale quasi integra ricca di dettagli architettonici decorativi. Al primo livello una elegante finestra, in origine bifora ma oggi mancante della colonna centrale, dal profilo interno lobato, è sormontata da una cornice a estroflessione esterna dalla forma triangolare poggiante su due colonnine, e due finestrine monofore ad arco acuto lateralmente alla grande finestra. Al livello superiore vi è una più grande finestra centrale ad arco acuto ai lati della quale vi sono le mensole poggia tenda.

Palazzo Caccetta

Il Palazzo fu fatto edificare da Simone Caccetta nel 1456 (XV sec.), mercante tranese, è da ritenersi una delle opere più interessanti dell’architettura del rinascimento. Nel 1484, Re Ferdinando confisca il palazzo a Simone Caccetta e lo vende per 1000 ducati all’università di Trani. Facciata principale del monumento, in stile tardogotico, nella quale oltre al portale ad arco gotico a raggiera sono presenti, elementi architettonici di stili diversi, vedasi la bellissima trifora in corrispondenza del portone principale d’ingresso. La tradizione vuole che da questo palazzo la notte del 13 febbraio 1503 partì la notizia per tutt’Italia della vittoria dei 13 cavalieri italiani capeggiati da Ettore Fieramosca sui francesi. È questa la famosa “Disfida di Barletta” che ebbe fisicamente luogo in territorio tranese “Contrada S.Elia”. Di proprietà del comune, ha ospitato i governatori veneti fino al 1509, diventò convento dei monaci Teresiniani nel 1642 e Seminario nel settecento, attualmente è una delle sedi staccate del Palazzo di Giustizia.

Palazzo Antonacci Telesio

Edificato nel 1761 dalla famiglia Antonacci (come di evince dalla data incisa sullo stemma di famiglia posto nell’androne) passò poi per successione ai Duchi Telesio che tuttora lo abitano. Con la facciata principale rivolta verso il porto sulla odierna Piazza Quercia, ha subito un ampliamento sul lato est, dopo la demolizione delle mura federiciane, nel 1845 ad opera dell’architetto Luigi Castellucci di Bitonto, il quale pure adeguò la facciata su piazza Quercia allo stile neoclassico. Il palazzo ospita all’interno il Museo delle Carrozze: una raccolta di 33 carrozze ottocentesche, appartenenti per lo più alla famiglia Telesio, oltre a finimenti e divise da cocchiere. L’importanza di questa raccolta sta nell’illustrare l’abilità artigianale dell’epoca e nel far rivivere la storia di un’intera classe sociale e di tutti coloro che per essa operavano.

Fonte

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