Isernia

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Isernia (Aesernia in latino; Aisernio in osco; Esernius secondo Plinio; Serni secondo l’Itinerario Antonino; Sèrnia in dialetto isernino) è un comune italiano di 22.150 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia in Molise.

Primo insediamento paleolitico documentato d’Europa, fiorente città sannita, capitale della Lega Italica, Municipium romano, tenace oppositrice contro le truppe napoleoniche e piemontesi, medaglia d’oro al valor civile per i bombardamenti subiti durante la seconda guerra mondiale ed infine capoluogo di provincia; Isernia è una città di riferimento dell’Alto Molise. Nonostante la sua storia sia stata sempre legata al Regno delle Due Sicilie, Isernia si distacca culturalmente e urbanisticamente da esso, poiché possiede numerose caratteristiche delle città dell’Italia centrale.

Geografia

Isernia è situata su una collina nel centro degli Appennini ed è circondata dai monti del Matese a sud e dalle Mainarde a nord. La zona è ad altissimo rischio sismico perché è circondata da zone dove questa attività è molto intensa.

Il territorio che circonda la città è caratterizzato da rocce travertiniche, colline ripide e boschi fittissimi. È collocata sul fianco di una collina, che separa due corsi d’acqua di dimensioni modeste: il Carpino ed il Sordo che confluiscono nel fiume Cavaliere, affluente del fiume Vandra a sua volta affluente del Volturno. Il Carpino probabilmente deve il suo nuovo nome alla valle in cui scorre, la “valle caprina”; fu infatti chiamato prima Caprino e poi divenne Carpino. Il suo vecchio nome, Gianocanense, proviene dal dio pagano Giano e da canere, verbo latino che significa cantare. Nel libro Res Publica Aeserninorum si può leggere:
« Jano Canese, parimente, fu di Giano Janus, deo con testa griggia, canesco, flume sonatore, canere, pe’l sono di gorgheggi che l’acqua sua fa ne’l passare »

Il Sordo, invece, ha acquisito il nome dal suono cupo (sordo, appunto) delle sue acque. In antichità era denominato Giovinale (o San Giovinale), poiché dedicato al dio pagano Giove.

La parte più a nord della città, anche se più alta rispetto alla parte a sud, è situata in un terreno quasi pianeggiante ma molto umido in quanto è ricco di sorgenti acquitrinose (vi è presente anche la sorgente del fiume Sordo).

Simboli

Lo stemma di Isernia è formato da uno scudo oblungo di tipo sannitico, su cui campeggiano le iniziali della città composte da un caduceo, intorno al quale è attorcigliato un serpente; lo scudo è avvolto da foglie di acanto ed è sormontato da un elmo, rabescato a cancelli con cimiero. Le lettere, le foglie e i bordi dello scudo sono giallo-oro, lo scudo è azzurro e l’elmo è grigio scuro. Il caduceo, emblema del potere ed anche della prosperità, indica che Isernia è stata sempre città regia e mai assoggettata in feudo, se non per pochi anni; il serpente, invece, è simbolo di prudenza, di riflessione, di pace e di sollecitudine, qualità necessarie per riuscire nelle imprese. Il caduceo ed il serpente accoppiati simboleggiano anche la prosperità e la buona salute; erano infatti attributi tradizionali di Esculapio, dio della medicina.

Non si hanno notizie certe dell’epoca in cui è stato adottato lo stemma, né si conosce il nome del suo ideatore. Il primo documento storico pervenutoci, su cui è riprodotto lo stemma della città di Isernia, è il privilegio concesso alla città da Carlo V nel 1521, il cui originale cartaceo è conservato nella biblioteca comunale. Nel corso dei secoli è stato più volte ritoccato, abbellito, ma lo scudo e la disposizione delle lettere sono rimasti sempre uguali; quello attuale risale al 1956.

Fonte

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