Fano

Posted on by

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera

Fano (Fan in gallico marchigiano) è un comune italiano di 64.100 abitanti della provincia di Pesaro e Urbino nelle Marche.
La città, famosa per il suo carnevale, il più antico d’Italia, risulta essere la terza città per popolazione della regione Marche, dopo Ancona e Pesaro.

Geografia

Fano è circondata a nord-ovest dalle colline che degradano dolcemente in prossimità del torrente Arzilla. La città risulta, seppur lievemente, sopraelevata rispetto al livello del mare (Arco di Augusto altitudine 17 m). Il litorale si suddivide in Lido e Sassonia, entrambi con coste basse, la prima sabbiosa, la seconda ghiaiosa. A sud è presente la cosiddetta “Piana del Metauro”, una delle poche aree pianeggianti delle Marche, che si espande anche all’interno per alcuni chilometri. La costa meridionale si suddivide in Torrette, Ponte Sasso e Metaurilia, quest’ultima fondata dopo un’opera di bonifica del territorio nel 1938, arrivando a comprendere anche parte dell’abitato di Marotta.

Storia

La città era un antico possedimento romano, conosciuto come Fanum Fortunae, nome che rimanda al “Tempio della Fortuna”, probabilmente eretto a testimonianza della battaglia del Metauro: era l’anno 207 a.C. e le legioni romane sbaragliarono l’esercito del generale cartaginese Asdrubale, uccidendone il condottiero che, dopo aver varcato le Alpi con gli elefanti da guerra, intendeva ricongiungersi al fratello Annibale.

La città di Fano conobbe un notevole sviluppo durante il dominio romano grazie alla sua posizione strategica sulla via che congiungeva la valle del Tevere alla Gallia Cisalpina. Nel 49 a.C. Gaio Giulio Cesare la conquistò assieme a Pesaro, dando così inizio alla Guerra Civile contro l’antagonista Pompeo.

Solo successivamente Cesare Ottaviano Augusto dota l’insediamento di mura di cinta (ancora parzialmente visibili), elevando l’insediamento allo stato di colonia romana col nome di Colonia Julia Fanestris.

Alcuni secoli dopo, nel 271 d.C., si svolse nei suoi pressi la Battaglia di Fano che segnò la fine del tentativo degli Alemanni di raggiungere Roma, sconfitti dall’imperatore Aureliano.

Durante la Guerra gotica del VI secolo, a causa alla sua posizione nei collegamenti tra nord e sud Italia, venne assediata e devastata dagli Ostrogoti di Vitige (538) e poco tempo dopo ricostruita dall’esercito bizantino di Belisario e Narsete.

Successivamente entrò a far parte della Pentapoli marittima (Rimini, Pesaro, Fano, Senigallia, Ancona) di cui era a capo. Subì successivamente l’occupazione dei Longobardi e dei Franchi, fino a quando Ottone III non la donò a papa Silvestro II. Nel XIII secolo Fano si costituì comune; nel secolo successivo fu per un breve periodo sotto il dominio estense, dopo di che fu dilaniata dalla lotta intestina tra due famiglie: i del Cassero e i da Carignano.

Alla fine del XII secolo la città passò sotto il dominio Malatesta di Rimini, grazie ad un complotto ordito da quest’ultimi contro le due famiglie rivali. La famiglia Malatesta rimase al potere nella città fino al 1463, quando Sigismondo Malatesta dovette lasciare Fano al duca di Urbino Federico da Montefeltro dopo un lungo assedio, nel corso del quale fu danneggiato l’Arco d’Augusto, simbolo della città. La popolazione si rifiutò di entrare a far parte del Ducato di Urbino e perciò divenne vicariato ecclesiastico.

Durante l’occupazione napoleonica dello Stato Pontificio fu saccheggiata e gravemente bombardata dall’esercito del Bonaparte.

Partecipò attivamente ai moti risorgimentali con la creazione di governi provvisori.

Durante la prima guerra mondiale (1915-1918) subì numerosi bombardamenti navali austriaci ed anche nella seconda guerra mondiale (1940-1945) trovandosi sulla Linea Gotica subì numerose incursioni aeree alleate miranti alla distruzione dei suoi ponti ferroviari e stradali e, da parte dell’esercito tedesco in ritirata, la distruzione di quasi tutti i suoi campanili (tranne quelli di S. Francesco di Paola e di San Marco), della torre civica, del mastio della rocca malatestiana e del suo porto peschereccio, ritenuti dal nemico infrastrutture sensibili da non lasciare nelle mani degli alleati.

Fonte

La descrizione sopra è presa dall’articolo di Wikipedia Fano, con brevetto CC-BY-SA. La lista completa di coloro che hanno contribuito alla stesura dell’articolo è disponibile qui.
Le pagine non sono in alcun modo affiliate o appoggiate da chiunque sia associato all’argomento.