Lodi

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Lodi (Lòd in dialetto lodigiano) è un comune italiano di 44.036 abitanti, capoluogo della provincia omonima in Lombardia.

La città fu fondata il 3 agosto 1158 da Federico Barbarossa, in seguito alla distruzione dell’antico borgo di Laus Pompeia, già municipium romano, sede vescovile e libero comune. Durante il Rinascimento conobbe un periodo di grande splendore artistico e culturale, dopo aver ospitato nel 1454 la firma dello storico trattato tra gli Stati regionali italiani noto come Pace di Lodi.

Al giorno d’oggi, Lodi è un importante nodo stradale e centro industriale (nei settori della cosmesi, dell’artigianato e della produzione lattiero-casearia). È inoltre il punto di riferimento di un territorio prevalentemente votato all’agricoltura e all’allevamento: in virtù di ciò, la città è stata scelta come sede del Parco Tecnologico Padano, uno dei centri di ricerca più qualificati a livello europeo nel campo delle biotecnologie agroalimentari.

Sono sviluppate anche le attività legate al settore terziario; dagli anni duemila, in particolare, è in forte espansione il turismo: Lodi fa parte del circuito delle Città d’arte della Pianura Padana ed offre quale spunto principale la presenza di alcuni importanti monumenti, tra cui il Duomo, il Tempio Civico dell’Incoronata, la chiesa di San Francesco e palazzo Mozzanica.

Geografia

Il territorio di Lodi, esteso per 41,43 km², è situato nella parte centro-meridionale della Lombardia, nella fascia nota come “bassa pianura”. Il nucleo più antico della città sorge sul colle Eghezzone, un’altura di forma approssimativamente trapezoidale ubicata sulla riva destra del fiume Adda; il resto del centro abitato si trova in parte su un terrazzo morfologico creato dall’opera di erosione del fiume, e in parte nell’area golenale. Il territorio del comune risulta compreso tra i 65 e gli 87 metri sul livello del mare.

Storia

Lodi lega le sue origini alla distruzione di Laus Pompeia, antico villaggio dei Celti Boi e in seguito municipium romano, ribattezzato nell’89 a.C. in onore del console Gneo Pompeo Strabone. Essendo situata sulla confluenza delle strade che da Placentia (Piacenza) e da Acerrae (Pizzighettone) portavano a Mediolanum (Milano), e nel punto di incrocio con la strada che da Ticinum (Pavia) proseguiva fino a Brixia (Brescia), Laus era un nodo di primaria importanza e divenne un fiorente borgo commerciale ed agricolo. Dopo essere passata sotto il controllo dei Longobardi (VI-VIII secolo) e successivamente dei Franchi (VIII-IX secolo), il 24 maggio 1111 Laus Pompeia fu rasa al suolo dai milanesi in seguito ad un periodo di assedio. Gli accordi di pace prevedevano il divieto di ricostruire gli edifici distrutti.

Quasi cinquant’anni dopo, il 3 agosto 1158, la città fu rifondata dall’imperatore Federico I detto Barbarossa non sulle rovine di Laus Pompeia (dove oggi sorge Lodi Vecchio) ma lungo le rive dell’Adda, per consentirle una posizione di maggior controllo sul territorio. L’imperatore accordò a Lodi straordinari privilegi, malgrado i quali la città crebbe con difficoltà: nel 1167 fu obbligata dai milanesi ad aderire alla Lega Lombarda e a partecipare alla battaglia di Legnano del 1176.

Nel XIII secolo Lodi continuò a svilupparsi grazie alla protezione di Federico II. A partire dal 1251 si susseguirono le signorie dei Vistarini, Torriani, Visconti, Fissiraga e Vignati, finché nel XIV secolo il Contado di Lodi divenne dipendente dal Ducato di Milano, inizialmente sotto i Visconti che fecero costruire il maestoso castello di Porta Regale (1355-1370) e in seguito sotto gli Sforza che, con Francesco, ampliarono e consolidarono il sistema difensivo mediante la costruzione di due fortificazioni ai capi del ponte sull’Adda.

In età rinascimentale si svolsero a Lodi importanti avvenimenti storici: nel 1413 l’antipapa Giovanni XXIII e l’imperatore Sigismondo convocarono dal Duomo di Lodi il Concilio di Costanza, che avrebbe poi risolto lo Scisma d’Occidente. Il 9 aprile 1454, gli Stati regionali italiani firmarono la Pace di Lodi, che garantì quarant’anni di stabilità politica. Questo segnò anche uno dei periodi più felici della storia lodigiana dal punto di vista culturale, soprattutto sotto il vescovato di Carlo Pallavicino.

Nelle età successive Lodi fu sotto il dominio spagnolo, austriaco e francese. Questo corrispose ad un periodo di declino e di rallentamento della crescita demografica, soprattutto in epoca spagnola, quando la città fu ridotta ad una vera e propria fortezza. Il 10 maggio 1796, Napoleone Bonaparte sconfisse gli austriaci nella celebre battaglia del ponte di Lodi, aprendosi la strada per la conquista di Milano.

Nella seconda metà dell’Ottocento, la città cominciò ad espandersi all’esterno delle antiche mura medievali, soprattutto in seguito all’apertura della linea ferroviaria Milano-Piacenza nel 1861 e all’insediamento delle prime industrie (tra cui la Polenghi Lombardo nel 1870). Verso la fine del secolo ebbero luogo i primi scontri sociali tra i nascenti partiti di massa.

I lodigiani giocarono un ruolo importante durante la Resistenza: le azioni del Comitato di Liberazione Nazionale, costituito in città nell’ottobre 1943, si concentrarono nel corso del 1944 culminando con l’attentato mortale ad un gerarca fascista. La rappresaglia fu durissima ed entro la fine dell’anno vennero fucilati undici partigiani presso il poligono di tiro a segno. Lodi fu liberata dal CLN il 27 aprile 1945: quando giunsero gli alleati da Piacenza, trovarono la città completamente libera.

Fonte

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