Viterbo

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Viterbo (Veterbe in viterbese) è un comune italiano di 63.395 abitanti capoluogo dell’omonima provincia nel Lazio settentrionale.

Situata sulle prime pendici dei Monti Cimini e distesa a ovest verso la pianura maremmana. La città ha un vasto centro storico di origine medioevale cinto da mura, circondato da quartieri moderni, tranne che a sud-ovest, dove si estendono zone archeologiche e termali (necropoli di Castel d’Asso, sorgente del Bullicame).

Viterbo è nota come la “Città dei Papi”: nel XIII secolo fu infatti sede pontificia e per circa 24 anni il Palazzo dei Papi di Viterbo ospitò o vi furono eletti vari Papi. Papa Alessandro IV decise nel 1257 il trasferimento della Curia Papale a Viterbo a causa del clima ostile presente a Roma; il soggiorno papale durò fino a quando papa Martino IV, appena eletto (22 febbraio 1281), allontanò definitivamente la corte pontificia da Viterbo.

La città è famosa per il trasporto della Macchina di Santa Rosa, tradizionale e spettacolare manifestazione che si svolge ogni anno il 3 settembre in onore della Santa patrona: una struttura alta 30 metri e del peso di 52 quintali, viene portata a spalla da cento uomini, i facchini, per le vie abbuiate della città.

A Viterbo hanno sede l’Università della Tuscia, istituita il 18 aprile 1979, il comando nazionale dell’Aviazione dell’Esercito, la Scuola Sottufficiali dell’Esercito e la Scuola Marescialli dell’Aeronautica Militare.

Stemma

Lo stemma civico, riconosciuto con decreto del 19 luglio 1929, ha la seguente blasonatura:
« d’azzurro, al leone leopardito coronato d’oro sopra pianura di verde, accollato ad una palma fruttata di rosso, al naturale, tenente con la branca anteriore destra una bandiera bifida rossa, alla croce d’argento, cantonata di quattro chiavi di argento, poste in palo, con l’ingegno all’insù ed astato di verde »

Monumenti e luoghi d’interesse

Il Palazzo dei Papi

Il centro di Viterbo offre numerosissime oltre che importanti opere d’arte. La più famosa è certo il Palazzo dei Papi, costruito fra il 1255 e il 1266 sul colle di San Lorenzo per proteggere il pontefice, con la celebre loggia formata in un solo lato da sette archi sorretti da esili colonnine binate che si intrecciano formando una elegante trabeazione. Dalla loggia si entra nella grande Sala del Conclave, teatro della famosa elezione di papa Clemente X.

Il Duomo di San Lorenzo

Accanto al Palazzo dei Papi sorge anche il Duomo, dedicato a San Lorenzo. Il Duomo fu eretto in stile romanico nel corso del XII secolo sul terreno ove era sita una piccola chiesa dell’VIII secolo dedicata a San Lorenzo, a sua volta edificata sulle rovine di un tempio pagano dedicato ad Ercole, ma la sua facciata risale solo al 1570, quando fu rifatta in stile rinascimentale su disposizione dell’allora vescovo della diocesi e futuro cardinale Giovanni Francesco Gambara.

Il Duomo ha subito notevoli danni durante un bombardamento della città da parte degli alleati nel 1944. Il restauro successivo ha restituito parte della struttura romanica preesistente ai rimaneggiamenti eseguiti durante il periodo barocco. Il campanile trecentesco è formato nella parte alta da strati segnati da doppie bifore e da fasce policrome orizzontali.

Lo spazio interno è articolato in tre navate separate da due file di colonne culminanti in eleganti capitelli. Il pavimento è in stile cosmatesco. Nella zona absidale della navata sinistra vi è il sepolcro di papa Giovanni XXI e poco distante è sita una pregevole tavola del XII secolo raffigurante la Madonna della carbonara di stile bizantino. La leggenda dice che nella chiesa sia stato sepolto anche papa Alessandro IV, ma che la sua salma sia stata spostata successivamente in luogo segreto, ma sempre nella chiesa, per sottrarla a violazioni da parte dei suoi nemici.

La città medievale

Poco distante da piazza del Duomo si estende il vecchio quartiere medievale, conservato quasi integro, di San Pellegrino: qui si incontrano numerose case dotate di profferlo, la scala a vista tipica dell’architettura viterbese. Interessante anche la piazza del Plebiscito, meglio conosciuta dai Viterbesi come “Piazza del Comune” dove hanno sede il Municipio e la Prefettura.

Alla fine del Corso, in cima alla salita che parte da Piazza Verdi, sorge la chiesa di Santa Rosa, edificata su una piccola altura accanto alla cosiddetta “Casa della Patrona di Viterbo”. Degni di menzione anche la Piazza della Rocca, Piazza Fontana Grande, la torre del Branca detta della Bella Galliana vicino alla Porta Faul, le mura con le 2 porte principali (Porta Romana e Porta Fiorentina). Antichissima è la chiesa di San Silvestro.

La chiesa di Santa Maria Nuova è una delle più antiche di Viterbo: risale, infatti, al 1080. Fu edificata sui resti di un tempio dedicato a Giove Cimino, la cui testa scolpita (che molti credettero in passato raffigurasse Gesù) si sporge sopra il portale. In un angolo esterno dell’edificio, figura un pulpito in pietra cui si accedeva tramite una scala di legno.

Da esso, secondo la leggenda, avrebbe predicato, nel 1266, San Tommaso d’Aquino: in realtà le ridottissime dimensioni del pulpito non risultano compatibili con la ben nota mole del grande santo domenicano, il cui ciclo di prediche del 1266, voluto da papa Clemente IV, si tenne con ogni probabilità dentro la chiesa. All’interno è conservata una collezione di pittura viterbese del periodo che va dal XIV al XVI secolo.

Nella navata di sinistra, in fondo, si trova un pregevole trittico bizantino del 1180 di cuoio che raffigura il Cristo. Le navate laterali presentano un soffitto retto da capriate lignee e decorato da formelle in ceramica. Nel Battistero da notare l’affresco con i Santi Giovanni Battista, Girolamo e Lorenzo, di Antonio del Massaro da Viterbo, detto il Pastura, affine per alcuni aspetti ad Antoniazzo Romano e per altri al Perugino.

A un lato dell’altare maggiore, è posto un ingresso all’antica cripta paleocristiana. Una scala posta all’esterno dell’abside conduce ad un chiostro, erroneamente definito “longobardo”. Il chiostro è rimasto sepolto e sconosciuto fino agli anni ottanta (non esistevano riferimenti o testimonianze che ne suggerissero l’esistenza), finché il crollo di un’ala del refettorio non ha condotto alla sua scoperta.

Fuori dal centro ma sempre nel territorio comunale importantissima è la Necropoli di Castel d’Asso, la prima ad essere scoperta cronologicamente, e si suppone a suo tempo la più vasta. A due chilometri da Viterbo, uno dei più notevoli esempi di arte rinascimentale italiana: la Basilica della Madonna della Quercia, primo monumento nazionale viterbese; sulla facciata maestosa si possono ammirare tre lunette di Andrea della Robbia, all’interno della chiesa pitture di fra Bartolomeo della Porta, soffitto a cassettoni della navata centrale, progettato da Antonio da Sangallo il Giovane, tempietto di Andrea Bregno. Nella frazione di Bagnaia importantissima è la Villa Lante, definita dal Sitwell: One of the most beatiful places in the world.

Particolari della città sono anche le numerose gallerie sotterranee scavate nel tufo, che mettono in comunicazione gran parte degli edifici del centro storico. Oggi sono utilizzate come cantine; sono state utilizzate ancora nella seconda guerra mondiale come rifugio della popolazione durante i bombardamenti aerei che colpirono duramente la città nel 1943-44.

Da non dimenticare infine il grandioso Presepe, oggi presso il Museo Civico, opera del pittore viterbese del XV secolo Antonio del Massaro, detto il Pastura.

Fonte

La descrizione sopra è presa dall’articolo di Wikipedia Viterbo, con brevetto CC-BY-SA. La lista completa di coloro che hanno contribuito alla stesura dell’articolo è disponibile qui.
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