Civitavecchia

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Civitavecchia è un comune italiano di 52.198 abitanti della provincia di Roma posto sul litorale laziale.

Il suo porto costituisce un importante terminal passeggeri, per i collegamenti marittimi -tra gli altri- con la Sardegna, la Sicilia e, attraverso le autostrade del mare, Barcellona, Tunisi, Tolone, Malta e la Corsica. Grazie al grande flusso di navi da crociera, il porto di Civitavecchia è oggi il secondo scalo europeo per numero di passeggeri annui in transito.

Geografia

Il villaggio, che poi diventò Civitavecchia, si sviluppò lungo la costa tirrenica in epoca etrusca. La città è situata in un territorio compreso tra il fiume Mignone a nord ed il fiume Marangone a sud. Anche se non gode di grandi rilievi, la periferia è leggermente rialzata rispetto al resto dei quartieri inoltre vi sono numerosi fossi e piccoli canyon che partono dai vicini monti della Tolfa e sfociano a mare. La costa presenta numerose insenature e golfetti (cellae) con fondali rocciosi, le spiagge sabbiose invece sono presenti solo verso nord.

A nord di Civitavecchia scorre l’ultimo tratto del fiume Mignone che passa poi nella provincia di Viterbo per confluire infine nel mar Tirreno.

Storia

La città venne creata sicuramente da un insediamento etrusco. La zona civitavecchiese non diventa realmente città, né è presente in documenti romani, fin dopo il ritorno di Traiano nel 103 d.C.

La prima volta che compare il nome Centumcellae è in una lettera in cui Plinio il Giovane informa Corneliano di essere stato convocato dall’imperatore per il “Consilium Principis” presso la sua villa, situata nel luogo chiamato Centum Cellae, nel 107.

Il significato di Centum Cellae per anni è stato luogo di discussioni, alcuni ritengono che esso si riferisca alle insenature della costa, ma è stato ritenuto più probabile che centum, il quale in latino è un aggettivo che indica un numero ancora da definire, si riferisca alle stanze della Villa di Traiano, la quale è ancora da collocare.

Dunque si può dedurre che la data natale di Civitavecchia sia attorno al 107, durante il quale dovrebbero essere iniziati i lavori per la costruzione del porto, e che nel 110 siano terminati i lavori. Durante l’edificazione della città essa prese lo stile romano e venne edificato il Cardo Massimo, ovvero l’attuale Corso Marconi. Bisanzio presidiò Civitavecchia fino al VIII secolo, quando passò sotto lo Stato Pontificio.

Nell’828 la città venne conquistata dai saraceni, i quali trovarono una dura resistenza ma nonostante ciò fecero della città una postazione contro la rivale Roma; vennero cacciati solo alcuni anni dopo, nel 888, quando la popolazione tornò nel sito di Centumcellae, risorta e rinominata dagli abitanti Civitas Vetula. Durante il periodo di lontananza dal sito di origine, la popolazione di Centumcellae si rifugiò sui monti dell’entroterra per poi creare un nuovo centro, grazie all’aiuto di papa Leone IV, che quest’ultimo chiamò Leopoli; la popolazione rinominò il sito Cencelle, in ricordo del vecchio insediamento. Cencelle fu abbandonata una volta che la popolazione rientrò in quella che fu chiamata Civitas Vetula.

Civitavecchia passò a far parte (nuovamente) dello Stato Pontificio durante il XV sec., aumentando notevolmente il suo ruolo e la sua importanza politica. Vennero eseguiti una serie di importanti lavori nell’area portuale, come la costruzione di una fortezza, il Forte Michelangelo, voluta da papa Giulio II nel 1508 come opera difensiva per il porto e per la città che subiva spesso attacchi e saccheggi.

Nel XVII secolo il suo porto divenne nevralgico per l’approvvigionamento di cereali, da cui dipendeva la capitale. In meno di un secolo la popolazione passò da mille a tremila abitanti. Nel 1693 Civitavecchia ottenne lo statuto di città.

L’anno precedente (1692) papa Innocenzo XII aveva promosso il ripristino dell’antico acquedotto di Traiano, incrementato dalla captazione di nuove sorgenti. Nell’approssimarsi della sua inaugurazione, il 6 maggio 1696 il pontefice si recò personalmente a Civitavecchia per spronare la conclusione dell’opera, lunga 35 km.

Nel 1848, nel porto di Civitavecchia sbarcarono le truppe francesi comandate dal generale Oudinot per reprimere la Repubblica Romana.

Civitavecchia, durante la seconda guerra mondiale, venne rasa al suolo dalle bombe alleate nel corso dei 76 bombardamenti protrattisi dal 14 maggio 1943 al giugno 1944. Fu luogo di forte movimento partigiano, anche se il duce faceva frequenti visite in questa città. Si può dire che il movimento partigiano ha antiche origini che risalgono alla forte compagine degli Arditi del Popolo, fondata nel 1921 da Argo Secondari ex pluridecorato Ardito assaltatore. Tale formazione univa principalmente anarchici, ma anche comunisti, socialisti e altri idealisti di sinistra, l’appoggio delle masse operaie a tale formazione fu molto rilevante proprio a Civitavecchia, per cui la bandiera degli Arditi del Popolo di Civitavecchia assunse valenza nazionale come gagliardetto delle squadre di difesa antifascista.

Durante la guerra si contano, in questa città, circa duecentocinquanta caduti e danni irreparabili a strutture storiche.

L’8 marzo 1999 Civitavecchia ha ricevuto la Medaglia d’oro al Valor civile, per i sacrifici delle sue popolazioni e per i danni alla città.

Fonte

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