Rieti

Posted on by

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera

Rieti (Reate in latino, Riete in reatino) è un comune italiano di 47.751 abitanti, capoluogo della provincia omonima nel Lazio.

Tradizionalmente ritenuta il centro geografico d’Italia e per questo indicata anche come Umbilicus Italiae, sorge lungo una fertile pianura alle pendici del Monte Terminillo.

È caratterizzata da estati calde ed inverni con temperature notturne spesso inferiori allo zero. La bellezza del paesaggio e la quiete dei luoghi ne fanno un posto assai vivibile e meta privilegiata di molti turisti, provenienti soprattutto dalla vicina Roma.

Così come la sua provincia nella quale si trovano le sorgenti del Peschiera e che fornisce molta dell’acqua necessaria al comune di Roma (circa 550 milioni di metri cubi ogni anno), Rieti è una città ricca d’acqua e sul suo territorio comunale si trovano le Fonti di Cottorella.

Geografia

Il centro di Rieti sorge su una piccola collina al margine di una pianura, denominata Piana Reatina, che si estende per circa 90 km², a un’altitudine di 405 m s.l.m.[6] La piana anticamente era occupata delle acque del Lacus Velinus e fu bonificata in età romana aprendo un varco tra il calcare accumulatosi negli anni presso marmore, generando così l’omonima cascata. Di questo lago oggi restano solo specchi d’acqua minori: il lago di Piediluco (Provincia di Terni), quello di Ventina e quelli Lungo (o di Cantalice) e di Ripasottile. Gli ultimi due oggi sono inseriti in una riserva naturale. La piana è racchiusa dal Monte Terminillo e dai Monti Reatini, di cui fa parte, ad est, dai Monti Sabini ad ovest ed è tagliata dal Fiume Velino che riceve, in essa, le acque dei fiumi Salto e Turano.

In base alla Carta Geologica d’Italia redatta dal Servizio Geologico d’Italia il terreno su cui sorge il centro e la periferia di Rieti è costituito da “alluvioni fluviali recenti terrazzate” e “fluvio-lacustri recenti”, mentre le zone vicine ai laghi sono costituite da “terreni grigi scuri e bruni limnopalustri” e “luoghi torbosi”.

La natura dei terreni fa si che la zona della conca reatina sia una zona a elevato rischio idrogeologico, incluso, secondo i dati 2008 di Legambiente, il Comune di Rieti.

Lo stemma

Lo stemma della città è suddiviso in due parti ed è quindi uno stemma troncato. Nella parte superiore a sfondo rosso ruggine, si può vedere una figura femminile identificata con Rea Silvia, da cui deriverebbe anche il nome della città, che offre uno stendardo a un cavaliere a sua volta identificato nella figura di Manio Curio Dentato. Entrambi sono realizzati con un colore argentato, così come previsto dal decreto di riconoscimento, ma in alcune versioni si possono trovare d’oro.

La metà inferiore a sfondo celeste riporta tre pesci ed una rete anch’essa d’argento. Il significato della metà superiore rimanderebbe all’opera romana di bonifica, eseguita per mano proprio di Manio Curio Dentato, quindi la scena simboleggerebbe il ringraziamento della popolazione del capoluogo sabino nei confronti di colui che liberò l’odierno territorio della piana reatina dalle acque paludose del lago.

Pompeo Angelotti vedrebbe invece nella figura femminile la dea Rea nell’atto di porgere il comando della città al marito Saturno (Crono), ed effettivamente Rieti prende come sua fondatrice proprio Rea (e anche qui, dal suo nome deriverebbe quello della città stessa). La metà inferiore ha un significato meno chiaro. È raffigurata una rete che copre l’intera porzione dello stemma, sotto di essa nella parte alta sono piazzati due pesci e un terzo è posizionato più in basso, a formare quindi con gli altri due un triangolo rivolto a terra, ma a differenza dei precedenti, questo si colloca sopra la rete ed è visibilmente più grosso.

La spiegazione vedrebbe la rete come un simbolo della legge e i due pesci da essa racchiusi come i cittadini che a essa devono sottostare. Il pesce più grande quindi, sarebbe un Magistrato a cui spetta il compito di farla rispettare. Lo scudo attuale è sovrastato da una corona da marchese e ornato in basso da una di foglie e a volte da un nastro che recita: in pratis late rea condidit ipsa reate[18]. Originariamente comunque lo stemma della città era costituito interamente da una semplice rete e non erano presenti ne i pesci ne la scena della parte superiore.

Fonte

La descrizione sopra è presa dall’articolo di Wikipedia Rieti, con brevetto CC-BY-SA. La lista completa di coloro che hanno contribuito alla stesura dell’articolo è disponibile qui.
Le pagine non sono in alcun modo affiliate o appoggiate da chiunque sia associato all’argomento.