Latina

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Latina è un comune italiano di 119.667 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia nel Lazio.

Latina è una delle più giovani città d’Italia, fu fondata il 18 dicembre 1932 con il nome di Littoria ed assunse la denominazione attuale nel 1946.

Geografia

Latina sorge nel cuore dell’Agro Pontino, in un territorio in larga parte pianeggiante. La città si trova a pochi chilometri dal mar Tirreno e dai rilievi montuosi dei monti Lepini.

Il suo territorio comunale, fra i più vasti del Lazio, comprende anche numerosi “borghi di fondazione”, centri creati durante la bonifica delle paludi, che anticamente lo ricoprivano. Una parte del suo territorio fa parte delle aree tutelate del Parco Nazionale del Circeo, di cui costituisce l’estremo lembo settentrionale.

L’Agro pontino confina a nord con il corso del fiume Astura e a sud con il mar Tirreno. Il centro abitato è quasi completamente circondato da un territorio appoderato, anche se ad oggi non del tutto coltivato a causa della scarsa fertilità di alcune aree, in particolare a sud della città.

Storia

Prima della bonifica dell’Agro pontino, il suo territorio era occupato da vaste e malsane paludi, luogo di riproduzione della famigerata zanzara anofele, che diffondeva la malaria nei pochi abitanti. Le prime popolazioni che passarono il territorio di Latina furono i Volsci, che vi fondarono la città di Satricum, ai confini con l’attuale comune di Nettuno.

In seguito i Romani costruirono la Via Appia, su cui sorse il centro di Forum Appii, citato negli Atti degli Apostoli.

Successivamente con le invasioni barbariche e gli attacchi dei Saraceni, le opere di bonifica create dai Romani furono distrutte, e la palude tornò ad invadere anche quei territori che si era riusciti a strappare all’acqua.

Nei secoli successivi, da parte dei diversi Papi, si segnaleranno tentativi di bonifica, quasi tutti destinati al fallimento. In questi anni, Latina è un immenso latifondo della famiglia Caetani e tale resterà fino agli anni trenta.

Negli iniziali progetti di bonifica, il fascismo aveva previsto per l’Agro pontino uno sviluppo esclusivamente rurale, senza la nascita di nuovi centri urbani di notevoli dimensioni. Presto però il commissario governativo per la bonifica, Valentino Orsolini Cencelli, si rese conto che i preesistenti comuni di Cisterna e Terracina erano insufficienti a coprire le esigenze dei pionieri. Il progetto di un nuovo centro amministrativo puntò quindi sulla località del Cancello del Quadrato dove sorgevano già piccoli insediamenti. La prima pietra della nuova città, il cui progetto era curato secondo i canoni dell’architettura razionalista da Oriolo Frezzotti, venne posta il 30 giugno del 1932, nel totale silenzio dei giornali italiani come aveva disposto lo stesso Mussolini, fortemente contrario al progetto.

La stampa estera, al contrario, esaltò la costruzione di Littoria dedicando ad essa ampi articoli. Il Duce cambiò idea e il 18 dicembre dello stesso anno, partecipò alla solenne cerimonia d’inaugurazione. La nascita della nuova città fece il giro del mondo.

Il territorio comunale fu creato ricavandolo in larga parte da quello dell’attuale Cisterna di Latina (all’epoca Cisterna di Roma, poi dal 1935 Cisterna di Littoria), ma anche dai comuni di Nettuno e Sezze. Fu eretta a capoluogo della neonata provincia nel 1934.

La propaganda fascista sfruttò l’opera della bonifica e la inserì all’interno della battaglia del grano, per combattere la crisi economica successiva all’autarchia. Il Duce si recava spesso nelle ex paludi e sono note le immagini propagandistiche di Mussolini che si mostra intento a lavorare il grano a torso nudo, insieme ai coloni.

Il comune di Littoria fu popolato con l’immigrazione massiccia di coloni soprattutto veneti, friulani ed emiliani, oggi denominati nell’insieme comunità venetopontine, ai quali furono consegnati i poderi edificati dall’Opera Nazionale Combattenti, similmente a quanto operato nei limitrofi comuni della pianura.

Fonte

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