Latisana

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Latisana (Tisane in friulano standard, Tisana, in friulano locale) è un comune italiano di 13.953 abitanti della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia.

Storia

Non ci sono dati certi sull’origine romana di Latisana ma solo ipotesi basate su un diario del 333, l’Itinerarium Burdigalense redatto da un pellegrino d’Aquitania. Costui, nel suo viaggio fino a Gerusalemme, tenne scrupolosamente nota di tutte le località incontrate e delle relative distanze in miglia romane. Lungo l’antica Via Annia, nel tratto che collegava Concordia ad Aquileia, scrisse che a 9 miglia (13,28 km) dalla prima si trovava la mutatio (cambio cavalli e ricovero viaggiatori) Apicilia.

Studiando l’attuale carta geografica si presume che tale luogo si trovi alla fine di via Trieste nelle vicinanze della località detta “Crosere” dove ora sorge l’imponente torre dell’Acquedotto. A prova di ciò durante gli scavi per tale opera, sono stati rinvenuti nella zona dei reperti tra i quali una brocchetta contenente ceneri, tessere di mosaici, frammenti di anfore ecc.

La prima citazione ufficiale è del 17 luglio 1072, giorno di consacrazione della chiesa dell’Abbazia Benedettina di Michaelbeuren (Salisburgo), nel documento ufficiale ivi conservato si cita tale “miles Marcqwart de Lantesana” ovvero cavaliere Marquardo di Latisana come facente parte degli illustri personaggi al seguito del Patriarca di Aquileia ed al Vescovo di Concordia Dietwino presenti alla cerimonia.

Grazie al fiume Tagliamento che la lambisce e che attualmente la divide dalla regione Veneto, divenne importante porto fluviale nei sec. XII-XIII. Fu soprattutto nota per il commercio del sale, ma anche di legname, granaglie, vino, minerali e bestiame nonché transito di passeggeri verso il Nord Europa e via di approdo per il mare Adriatico. La denominazione di Porto di Latisana venne fatta per la prima volta in un documento ufficiale del 27 ottobre del 1226. In tale atto si afferma che il conte di Gorizia Mainardo il Vecchio cede al Patriarca di Aquileia Bertoldo i diritti e le rendite sul porto.

La fiorente attività economica così avviata fece si che i Conti di Gorizia permettessero pure la battitura di una moneta argentea, denaro scodellato di Latisana, tuttora esistente in sette esemplari conosciuti. Altro episodio saliente fu il transito di Papa Gregorio XII il 6 settembre 1409 in fuga da Cividale ed imbarcatosi per la regione Puglia. Divenne Pieve autonoma già nel sec. XII ed il Papa Alessandro VI nel 1655 la elevò al rango di Abbaziale grazie alle numerose chiese ed ai tre conventi presenti sul suo territorio. Il 28 agosto del 1430 passò ufficialmente dopo diverse vicissitudini sotto il controllo della Repubblica di Venezia.

Nel Medioevo era un villaggio circondato da mura con un fossato che prendeva l’acqua dal Tagliamento a monte della Rocca (attuale via Rocca) e con percorso ad arco verso sud riconfluiva nel fiume. Le uniche 2 porte d’ingresso erano quella di San Zuanne (presso l’attuale Piazza Garibaldi, tramite ponte levatoio, a sud) e quella di San Antonio (presso l’attuale piazza Osoppo, ponte in legno, ad est), porta d’entrata per i viandanti provenienti dal Nord Europa.

Nel XVI secolo il centro politico-amministrativo passò nel Palazzo Vendramin appena costruito (distrutto nella II guerra mondiale, ora Palazzo Trevisan) e la sicurezza politica resa dalla Serenissima portò al progressivo decadimento della Rocca e del complesso murario difensivo ora non più necessario. Esiste un acquerello settecentesco del Banchieri che simula una veduta aerea della città e mette in luce alcuni monumenti ora scomparsi come la Chiesa di Santa Croce (in mezzo all’attuale Piazza Indipendenza, la più antica) che in una teca argentea conservava una reliquia della Croce.

Il Tagliamento non aveva argini e si trovava un po’ più ad ovest dell’attuale corso, si poteva così vedere una via (ora via del Battello?) che dalla Chiesa di Santa Croce conduceva alla Piazzetta, una seconda che dall’attuale Piazza Garibaldi arrivava alle rive del fiume ed una terza che partendo dall’attuale Piazza Duomo formando una specie di semicerchio si ricongiungeva all’attuale via Sottopovolo, perimetrando il Borgo del Passo, punto di attraversamento tramite zattera del fiume.

Con la decadenza della Serenissima anche il porto di Latisana perse la sua importanza sia economica, sia strategica e soprattutto funzionale dovuta purtroppo al fiume stesso, che perse gran parte della navigabilità a causa delle continue piene che lo insabbiavano. Dopo l’invasione delle truppe napoleoniche, con il trattato di Campoformio passò definitivamente sotto il dominio dell’Impero austriaco. Nel 1814 dopo l’occupazione francese che portò nuove idee di libertà finì sotto il dominio degli austriaci facendo parte del Regno Lombardo-Veneto e subì il dominio poliziesco degli austriaci. Il Risorgimento la vide protagonista con 87 concittadini che dal 1848 parteciparono alle varie guerre d’indipendenza, ora un cippo con i loro nomi li commemora in piazza Indipendenza. Coriolano Gnesutta e Paolo Scarpa facevano parte dei Mille garibaldini che partirono da Quarto.

L’11 novembre 1873 fu inaugurato il ponte che univa stabilmente Latisana al resto d’Italia, 13 campate in legno, 170 metri di lunghezza, era alto 10 m sul livello del fiume. Il 31 dicembre 1888 entrò in funzione la linea ferroviaria con un ponte in ferro a tre arcate parallelo al precedente. Nel 1908 avvenne il primo allacciamento telefonico pubblico sulla linea Venezia-Udine. Il 23 marzo 1912 fu inaugurato il nuovo ospedale su progetto dell’Ing. Emilio Speroni (milanese) e la direzione medica fu affidata al Dottor Mario Ferretti (bolognese). Le Scuole Elementari con la loro elegante architettura e gli ampi finestroni ad arco furono inaugurate nell’ottobre del 1912. Così anche per lo spettacolo fu inaugurato nel 1908 il primo cinema “Stella” in un ambiente sito nell’attuale piazza Indipendenza ed il primo teatro (Sala Gobbato) nel 1912 decorata dallo scultore latisanese Francesco Ellero.

Le due Grandi Guerre del novecento videro Latisana protagonista data la sua posizione geografica e strategica. Soprattutto la II la coinvolse in modo disastroso, il 19 maggio 1944 il bombardamento degli Alleati provocò 67 morti e la distruzione completa del centro di Latisana. Finita la guerra due nuove tragedie colpirono il paese, il fiume Tagliamento esondò il 2 settembre 1965 ed il 4 novembre 1966 causando notevoli danni e soprattutto alcune vittime nella popolazione.

Frazioni

Secondo quanto emerge dallo statuto comunale, di Latisana sono riconosciute ufficialmente le seguenti frazioni (capoluogo escluso):

  • Bevazzana (friul. Bevaçane, loc. Bevassana) (frazione ben distinta dal capoluogo, comprendente anche la località portuale di Aprilia Marittima)
  • Crosere (friul. Crosaris) (quartiere ormai compreso nell’area urbana del capoluogo, non indicato come frazione nella segnaletica)
  • Gorgo (friul. il Gorc) (frazione ben distinta dal capoluogo)
  • Latisanotta (friul. Tisanote, loc. Tisanota) (ufficialmente frazione e indicata come frazione nella segnaletica ma di fatto ormai conglobata nel capoluogo)
  • Paludo (friul. il Palût) (quartiere ormai compreso nell’area urbana del capoluogo, non indicato come frazione nella segnaletica)
  • Pertegada (friul. Perteade, loc. Perteada) (frazione ben distinta dal capoluogo)
  • Sabbionera (friul. Sabionere, loc. Sabionera) (quartiere ormai compreso nell’area urbana del capoluogo, non indicato come frazione nella segnaletica)

Fonte

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