Grado

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Grado ( Gravo in dialetto gradese o graisan, Grau o Gràin friulano) è un comune italiano di 8.581 abitanti della provincia di Gorizia in Friuli-Venezia Giulia.

Geografia

Il territorio del comune di Grado si estende tra la laguna omonima, la foce dell’Isonzo, ed il mar Adriatico. Il capoluogo si trova sull’isola maggiore ed è diviso in varie zone e rioni (Isola della Schiusa, Colmata, Centro, Squero, Città Giardino, Valle Goppion – ex Valle Cavarera, Grado Pineta, Primero).

La laguna comprende circa 30 isole e copre una superficie di circa 90 chilometri quadri. Oltre all’isola maggiore, sono abitate stabilmente anche l’isola della Schiusa, collegata a Grado con due ponti, e l’isola di Barbana.

Nell’entroterra, rientra nel comune di Grado la frazione di Fossalon, una fertile area agricola ricavata con una bonifica nella prima metà del XX secolo, e Boscat.

Storia

Già porto romano a servizio di Aquileia e castrum, Grado si sviluppò attorno al 452 quando molti abitanti si rifugiarono sull’isola per sfuggire alle orde degli Unni guidati da Attila.

Nel 568, in seguito all’invasione dei Longobardi in Friuli, il Patriarca Paolino vi trasferì la sede del Patriarcato di Aquileia. Grado crebbe di popolazione ed acquisì quindi un ruolo politico e religioso di primo piano, testimoniato dalla costruzione delle maestose basiliche di Santa Eufemia e di Santa Maria delle Grazie, entrambe della fine del VI secolo.

L’emergere di Venezia come centro dominante delle lagune venete segnò però il lento declino dell’isola, che fu aggravato dalla ricostruzione della città di Aquileia (a cavallo fra il IX ed il X secolo) e da un rovinoso saccheggio sofferto negli anni venti dell’XI secolo.

A partire dal XII secolo lo stesso Patriarca di Grado (che nel 1451 diverrà, anche nel nome, Patriarca di Venezia) trasferì la sua residenza alla Basilica di San Pietro di Castello, a Venezia. Grado divenne quindi un povero paese di pescatori, e tale rimase nei secoli successivi.

Con il Trattato di Campoformio (1797) e la fine della millenaria Repubblica Veneta, Grado entrò a far parte dei domini di casa d’Austria che, eccettuata la breve parentesi napoleonica, ne mantenne il possesso fino al 1918.

A questo periodo risalgono le origini di Grado come stazione balneare che, avviate alla fine dell’Ottocento, portarono l’isola ad ospitare, già agli inizi del Novecento, personalità come Freud e Pirandello. In quegli anni Grado, che dipendeva amministrativamente da Trieste, venne dotata dell’attuale diga con passeggiata a mare e del caratteristico porto interno.

Al termine della prima guerra mondiale l’isola, che nonostante la prossimità del fronte fu sostanzialmente risparmiata dalle vicende belliche, venne annessa al Regno d’Italia.

Nel 1936 Grado fu collegata alla terraferma con un ponte che pose fine al secolare isolamento dell’isola. Una rapida espansione urbanistica, accompagnata da opere di bonifica e di contenimento delle acque, ha quindi notevolmente ampliato le dimensioni dell’abitato, che ora si estende anche sulla vicina Isola della Schiusa.

Fonte

La descrizione sopra è presa dall’articolo di Wikipedia Grado (Italia), con brevetto CC-BY-SA. La lista completa di coloro che hanno contribuito alla stesura dell’articolo è disponibile qui.
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