Parma

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Parma (Pärma in dialetto parmigiano) è un comune italiano di 187.214 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia in Emilia-Romagna. Nell’ultimo biennio, superando Modena, è divenuta la seconda città della regione per numero di abitanti dopo Bologna.

Antica capitale del ducato di Parma e Piacenza (1545-1859), la città di Parma è sede dell’omonima università e dal 2003 dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), dal 1956 del Magistrato per il Po, oggi Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPO), dal 1990 dell’Autorità di bacino del fiume Po (AdbPo). Dal 1994 vi ha pure la sua sede un distaccamento del Reparto Investigazioni Scientifiche (RIS), che si occupa delle indagini scientifiche riguardanti l’Italia Settentrionale. Inoltre hanno sede a Parma importanti istituti bancari quali la Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza meglio nota come Cariparma e la Banca Monte Parma.

Geografia

Situata nel nord Italia, nella parte occidentale dell’Emilia, tra gli Appennini e la Pianura Padana, la città è divisa in due dal torrente Parma, affluente del Po che, appena prima di entrare nel cuore del centro storico, riceve le acque dell’affluente Baganza. Il torrente Parma è un corso d’acqua a regime mutevole, che alterna le piene tumultuose della stagione invernale alle desolate secche estive.

All’inizio dell’Ottocento lo stesso letto del torrente fu ristretto entro alte mura, il lungoparma appunto, che consegnano alla città un profilo continuo.

Per mettere in sicurezza il territorio di Parma dai rischi idrogeologici di una piena del torrente, nel 2005 è stato creato un bacino di raccolta, pochi chilometri a sud del centro urbano. L’invaso può arrivare a contenere dodici milioni di metri cubi d’acqua: si tratta del bacino più grande della regione, diventandone effettivamente il terzo lago per estensione. È costituito da una barriera lunga oltre 260 metri e alta 24. Il territorio comunale è interamente pianeggiante e due corsi d’acqua ne delimitano parte dei confini, ad ovest il fiume Taro e ad est il fiume Enza, che marca anche la separazione dalla vicina provincia di Reggio Emilia.

Classificazione sismica: zona sismica 3 (sismicità bassa), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003

Monumenti e luoghi d’interesse

In città sono repertoriati 330 beni culturali, tra i quali 34 archeologici e 296 architettonici.

Architetture religiose

Edifici situati nel quartiere Parma Centro (detto anche Parma Nuova)

Sorto tra i secoli XI e XII a ridosso della cinta muraria romana e al posto dell’antica basilica, il Duomo è fra le maggiori opere dell’architettura romanica in Italia e la cupola è stata dipinta dal Correggio. A fianco del campanile, sulla stessa piazza, si erge il Battistero, di Benedetto Antelami, un imponente monumento in marmo rosa che segna il passaggio dal romanico al gotico. Queste due strutture rappresentano i monumenti più importanti e simbolici della città. Nei pressi, rivolgendo la prospettiva verso est, attraverso il campanile del Duomo ed il Battistero, si scorgono la facciata ed il campanile dell’Abbazia di San Giovanni Evangelista un complesso monastico con la relativa chiesa la cui cupola fu affrescata dal Correggio.

Nella vicinanze, tra piazza Duomo e il Palazzo della Pilotta, fu fondato nell’XI secolo il Complesso di San Paolo. In questo monastero benedettino, sorto come conseguenza dello spirito di riforma monastica che attraversò la città nei primi anni del nuovo millennio, è conservata La camera di San Paolo, un affresco realizzato tra il 1519 e il 1520 dal Correggio. Questa opera fu portata a termine su commissione della badessa del monastero Giovanna Piacenza.

Sempre a poca distanza, quasi adiacente a piazza Garibaldi (il centro cittadino), si impone la pianta a croce greca della chiesa di Santa Maria della Steccata, un bellissimo edificio con absidi su ogni braccio, fondato nel 1521 per conservare al suo interno un’immagine sacra della Vergine. L’architetto a capo dei lavori fu Giovanfrancesco Zaccagni, insieme al padre Bernardino. Il Vasari nelle Vite ne attribuisce il progetto al Bramante, oggi si pensa pure a Leonardo Da Vinci. È uno degli esempi più significativi di chiese a piano centrale della prima metà del XVI secolo. Il grande arco del presbiterio rappresenta un capolavoro di Francesco Mazzola, detto il Parmigianino. Al suo interno sono presenti inoltre numerose decorazioni e opere di artisti di grande rilievo, tra cui Michelangelo Anselmi, Girolamo Mazzola Bedoli, Jan Soens, Giovan Battista Trotti detto Malosso. La cupola fu dipinta da Bernardino Gatti detto Sojaro. L’esterno bianco della cupola della Steccata è perfettamente visibile dalla piazza centrale (piazza Garibaldi) sulla quale si prospetta la splendida facciata di stile neoclassico della chiesa medioevale di San Pietro Apostolo, realizzata da Ottavio e Giovanni Bettoli seguendo un progetto del Petitot.

A fianco del Palazzo del Comune, sull’attuale via della Repubblica, è visibile una delle più antiche chiese erette nel centro della città medievale, la Chiesa di San Vitale. Completamente riedificata a metà del XVII secolo e restaurata recentemente, conserva all’interno la cappella della Beata Vergine di Costantinopoli, con lo scenografico Monumento Beccaria.

Più a nord, quasi a ridosso della cerchia urbana del centro storico, sorge la costruzione del XIII secolo di San Francesco del Prato, chiesa a carattere gotico, antica sede dei Francescani, la cui lunghezza supera perfino quella del Duomo. Nei secoli successivi divenne una delle chiese più importanti della città, ma dall’Ottocento fino agli inizi degli anni novanta fu adibita a carcere cittadino. Al centro dell’abside è stato ritrovato un affresco raffigurante Cristo Pantocrator attribuito a Bernardino Grossi e al suo allievo e genero Jacopo Loschi. L’espansione di una cappella della chiesa stessa vide la nascita dell’Oratorio della Concezione. Costruito nel XVI secolo, con pianta a croce greca, quest’ultimo ospita pregevoli affreschi di Michelangelo Anselmi e Francesco Rondani, entrambi collaboratori del Correggio. L’Oratorio si è salvato dalla trasformazione in carcere della chiesa di San Francesco del Prato in quanto adibito a cappella del carcere stesso. In stile gotico è anche la chiesa di Santa Maria del Carmine, utilizzata dal 2008 come Auditorium a servizio dell’attiguo Conservatorio di musica, situato all’interno del suo ex convento.

Edifici situati nel quartiere Oltretorrente (detto anche Parma Vecchia)

Dal quartiere Parma Centro, attraversando il Ponte di Mezzo si arriva direttamente nel quartiere popolare dell’Oltretorrente dove, a pochi metri di distanza dal torrente, sorge la chiesa S.S. Annunziata, un edificio religioso di forma ellittica a cappelle radiali annesso al monastero francescano maschile. Rappresenta uno dei monumenti più significativi del Manierismo sperimentale della seconda metà del XVI secolo. È un’opera di Giambattista Fornovo che la disegnò nel 1566 su commissione del Duca Ottavio Farnese.

Sempre nella zona, detta anche Capo di Ponte, ossia la parte dell’Oltretorrente più antica e a ridosso del Ponte di Mezzo, venne edificata nel 1617 la chiesa Santa Maria delle Grazie quale sede della confraternita delle Stimmate di San Francesco e per accogliervi una venerata immagine della Vergine del soccorso. Conserva la cupola affrescata da Sebastiano Galeotti con un’Assunzione ispirata a quella realizzata dal Correggio per il Duomo e, nelle cappelle laterali, due dipinti di Sisto Badalocchio e Antonio Savazzini. Sulla principale arteria dell’Oltretorrente, l’attuale via D’Azeglio, corrispondente al tracciato della via Emilia, si trova l’Oratorio di Sant’Ilario di Parma. Dedicato al patrono della città, esso è collocato all’interno del complesso storico dell’Ospedale Vecchio. L’Oratorio, di piccole dimensioni, si compone di tre navate scandite da pilastri a sezione quadrata e dalle superfici scanalate ed ha assunto l’attuale aspetto dopo i lavori di ristrutturazione del 1663.

A fianco dell’Ospedale Vecchio è anche visibile uno dei monumenti più importanti e caratteristici del quartiere Oltretorrente, una splendida facciata barocca composta da due torri, dette dei Paolotti, uniche strutture conservate del convento e della chiesa di San Francesco di Paola ed edificate tra il 1625 ed il 1632.

Proseguendo verso ovest, in corrispondenza di una delle porte principali del centro storico, è posizionata l’antica chiesa Santa Croce, un manufatto religioso del 1210 e prima tappa tra le chiese arcipresbiteriane della Strada Romea.

Un altro antico edificio, costruito nel 1619, completa la principale offerta monumentale religiosa del popolare quartiere: è la chiesa di Santa Maria del Quartiere, a forma di prisma esagonale, con uno spazio interiore centrale dominato da una grande cupola con magnifici affreschi di Pier Antonio Bernabei che raffigurano il Paradiso. La costruzione della struttura viene comunemente attribuita a Giovan Battista Aleotti detto l’Argenta, realizzatore del Teatro Farnese.

Va infine sottolineato che i cavalieri templari avevano la loro chiesa in questo quartiere e che essa era di tale importanza da essere utilizzata fino al 1812 per la sepoltura dei principi di Parma: si tratta della chiesa di Santa Maria del Tempio, in via Bixio, attualmente sconsacrata.

Edifici situati fuori dal centro storico

Situata a pochi chilometri dal centro storico, nel punto in cui la città lascia il posto alle campagne della bassa parmense, sorge il monumento più emblematico della città, l’Abbazia Cistercense di Valserena. Comunemente definita La Certosa di Parma che ispirò Stendhal, è oggi sede universitaria del Centro Studi e Archivio della Comunicazione. La sua costruzione iniziò per volere del cardinale parmigiano Gherando Bianchi nel maggio del 1298. Luogo romantico e misterioso dell’architettura cistercense, comprende una chiesa a croce latina in stile gotico lombardo e un presbiterio arricchito da affreschi del Baglione, è conosciuta anche sotto il nome di Certosa di Paradigna e Abbazia di San Martino dei Bocci.

A ridosso della città, e situato in prossimità della tangenziale nord, si erge un altro monastero, forse meno rinomato ma di eguale valore storico: la Certosa, fondata nel 1285 da Rolando Taverna. È un edificio ricco di opere d’arte e di pregevole fattura architettonica, nel quale i monaci abitarono per 483 anni, fino al 1805, quando la Fabbrica Ducale dei Tabacchi di Parma vi si stabilì; oggi ospita invece la Scuola di Polizia Penitenziaria. Nella popolosa frazione di Vicofertile sorge su un percorso molto frequentato dai pellegrini (ovvero la Via Francigena) la Chiesa di San Geminiano, risalente al XI secolo, il cui fonte battesimale presenta bassorilievi raffiguranti scene religiose legate al pellegrinaggio. Nella frazione di Gaione si trova invece la Pieve di Gaione, un importante edificio romano contenente reperti archeologici di rilievo e affreschi del XVII e XVIII secolo.

Architetture civili

Palazzi

  • Palazzo della Pilotta. Costruito da Ottavio Farnese, è il centro storico e culturale della città.
  • Palazzo del Giardino. È situato all’interno del Parco Ducale; i lavori di costruzione iniziarono nel 1561 su ordine del duca di Parma Ottavio Farnese su progetto del Vignola. Al suo interno sono visibili numerosi affreschi e stucchi. Oggi è sede del Comando della Legione dei Carabinieri di Parma. È previsto che diventerà la sede di rappresentanza dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA).
  • Palazzetto Eucherio Sanvitale. Situato all’interno del Parco Ducale, è un esempio significativo dell’architettura Rinascimentale a Parma. All’interno sono presenti interessanti decorazioni del XVI secolo attribuite a Gianfrancesco d’Agrate. In una delle sue sale recentemente restaurate è possibile ammirare frammenti di un affresco del Parmigianino.
  • Palazzo del Comune. Situato nel cuore della città (piazza Garibaldi), fu costruito nel 1627 da Giovanni Battista Magnani in occasione delle nozze tra Odoardo Farnese e Margherita de’ Medici, a seguito del crollo, nel 1606, dell’altissima torre civica sul Palazzo del Podestà, precedente sede comunale.
  • Palazzo del Governatore. Struttura originaria del XIII secolo, fu antica sede di mercanti e del Governatore. Nel 1760 il Petitot apriva una nicchia nella torre dove venne collocata la statua della Vergine incoronata di stelle da Cristo, opera di Jean-Baptiste Boudard. Un originale quadrante solare verticale del 1829 è visibile sulla facciata principale. In attesa del completamento della nuova sede destinata all’authority alimentare, nel palazzo sono provvisoriamente collocati alcuni uffici amministrativi dell’EFSA. Dopo un importante rinnovo delle parti interne, dal gennaio 2010 il Palazzo del Governatore aspira a diventare un centro di esposizione permanente di arte moderna e contemporanea.
  • Palazzo Episcopale. La costruzione iniziò nel 1055 su ordine del vescovo conte Cadalo. A quell’epoca il palazzo era situato all’esterno delle mura cittadine. Nei secoli subì numerose modificazioni, ma ancora oggi sono perfettamente visibili gli elementi medievali e rinascimentali della struttura.
  • Palazzo delle Poste. Pregevole manufatto del centro storico, situato a due passi dalla Cattedrale, venne realizzato nel 1905 in puro stile liberty da Moderanno Chiavelli.
  • Palazzo Tarasconi. Fu eretto nel Cinquecento ed al suo interno nel 1860 venne aperto il primo sportello della cassa di Risparmio di Parma. Il retro del palazzo ospitò, durante 20 anni, la tipografia della Gazzetta di Parma.
  • Palazzo Carmi. In stile neoclassico.
  • Palazzo Imperiale dell’Arena. Fu costruito per volere di Federico II di Svevia ed in seguito, tra il 1836 ed il 1847, venne ristrutturato da Nicola Bettoli su incarico della Duchessa Maria Luigia. Oggi è la sede del Convitto Nazionale.
  • Palazzo Pallavicino. Edificio in stile barocco a pianta quadrata costruito per volere di Alfonso Pallavicino nel 1646. Pregevole la monumentale balconata ed il porticato. Oggi è la sede del Tribunale Amministrativo Regionale.
  • Palazzo Marchi. Fu eretto nel 1770 e oggi ospita la sede della Fondazione Arturo Toscanini. Possiede una collezione privata di oggetti provenienti dalla corte ducale.
  • Palazzo Meli-Lupi. In stile neoclassico, fu la residenza settecentesca della nobile famiglia Meli-Lupi; oggi è la sede dell’Unione Industriali Parmense.
  • Palazzo Tirelli. Si trova in borgo San Vitale 6 ed appartiene dall’inizio del XIX secolo ai marchesi Tirelli, famiglia proveniente da Guastalla, ove nel 1696 Giulio Tirelli fu insignito del titolo nobiliare da Francesco Farnese, duca di Parma. Questo palazzo rappresenta uno dei pochi esemplari rimasti di palazzo padronale del primo Rinascimento con influsso lombardo. La sua facciata quattrocentesca presenta due finestre rinascimentali centinate e contornate da un alto davanzale sorreggente lesene sovrastate da timpano triangolare. L’androne d’ingresso, che offre una volta con tratti di decorazioni a racemi su fondo chiaro in cui è inserito il simbolo cristologico di San Bernardino, immette in un ampio cortile porticato.
  • Casino Petitot. È uno tra i primi Cafè costruiti in Italia. L’opera fu realizzata da Ennemond Petitot nel 1766 su volere del primo ministro ducale Du Tillot, contestualmente al rifacimento dello Stradone Farnesiano, effettuato con l’intento di renderlo simile ai boulevard parigini ed esaltare il mito che puntava a riaffermare Parma quale nuova Atene d’Italia.
  • Palazzo Boselli. È uno fra i pochi palazzi cittadini del XIV-XV secolo. Si trova in strada XXII luglio.
  • Palazzo dell’Università. Imponente edificio del XVI secolo fu eretto dai padri gesuiti per ospitare i seminaristi della Compagnia del Gesù. Oggi è la sede centrale dell’Università di Parma ed ospita il Museo di storia naturale.

Teatri storici

  • Teatro Regio. Simbolo della passione melodrammatica della città, fu inaugurato dalla duchessa Maria Luigia con la Zaira di Vincenzo Bellini il 16 maggio 1829.
  • Teatro Farnese. Opera lignea dell’architetto Giovan Battista Aleotti, coadiuvato nei lavori da Giovan Battista Magnani, realizzato all’interno del maestoso Palazzo della Pilotta. Nacque nel 1617 per volontà del duca di Parma Ranuccio I Farnese, al fine di festeggiare degnamente la sosta a Parma di Cosimo II de’ Medici. Fu il primo teatro europeo a scena mobile.

Porte

  • Le antiche mura della città erano contornate da numerose porte, alcune delle quali in parte ancora visibili.
  • Porta San Francesco. Oggi detta anche barriera Bixio, fu edificata nel 1261 a causa della forte espansione cittadina e rappresentava l’uscita verso i grandi feudi della montagna. Da qui i pellegrini di passaggio lasciavano la città per recarsi a Roma attraverso la Via Francigena. La porta, in buono stato di conservazione, è situata a sud del centro storico ed è formata da una barriera composta da quattro pilastri decorati con statue all’estremità superiore, da leoni alla base, tre cancellate e una scultura raffigurante un’immagine simbolica femminile, opera di Cristoforo Marzaroli.
  • Porta Santa Croce. Fu costruita nel XIII secolo ad ovest della città, in direzione Piacenza. Oggi sono ancora visibili la chiesa omonima, costruita nello stesso periodo, e l’edificio del Cinquecento voluto da Papa Paolo III, che pochi anni dopo i Farnese ampliarono con l’aggiunta di un sopralzo e di sei camere decorate.
  • Porta San Michele. Anticamente situata ad est della città, dove oggi è visibile una grande e moderna fontana, di essa è rimasta solamente l’antica chiesa dalla quale prese il nome.
  • Porta Nuova. Anticamente situata in fondo a strada dei Genovesi (l’attuale via Farini) e fatta erigere da Ferdinando I di Borbone, fu demolita nel 1901 dal Comune, che ne eresse un’altra nel 1915 all’angolo con viale Umberto I. Lo stemma dei Borboni con la cornucopia dell’abbondanza che ne sormontava la facciata fu salvato dalla demolizione e rimontato nel cortile della Rocchetta in Pilotta.
  • Porta San Barnaba. Situata in fondo all’odierna via Garibaldi, essa proteggeva il lato nord della città. Prende il nome dalla omonima chiesa ancora oggi individuabile in via Affò dove sorgeva. Nel 1830 la costruzione di una nuova barriera su via Garibaldi ne decretò la completa distruzione.

Monumenti

  • Cittadella. Grande fortezza costruita alla fine del XVI secolo su ordine del duca Alessandro Farnese, a margine delle mura storiche di Parma, per scopi difensivi e quale emblema del potere ducale. La sua costruzione fu anche l’occasione di fornire lavoro a gran parte della popolazione. Di forma pentagonale, l’architettura si ispira fortemente alla cittadella di Anversa. Oggi il suo interno è un vasto e frequentatissimo spazio dedicato a verde pubblico, attrezzato con numerosi impianti sportivi e giochi per bambini.
  • Pons Lapidi. Detto anche Ponte Romano o Ponte di Teodorico. Questo antico ponte in muratura di età Augustea fu ricostruito da Teodorico nel 493 e rimase in area asciutta dopo l’innondazione del 1177 che deviò il corso del torrente. Oggi rimangono visibili due delle undici arcate. Un progetto di recupero ambientale in corso favorirà la valorizzazione delle arcate visibili del manufatto. Il resto delle arcate rimane tuttora sepolto sotto l’attuale via Mazzini.
  • Ospedale Vecchio. Creato nel 1250 sul lato nord dell’attuale via d’Azeglio, fu in seguito ricostruito. Prima manifestazione del Rinascimento dell’architettura parmigiana, l’attuale edificio è databile tra il XV ed il XVI secolo su progetto e realizzazione di Gian Antonio da Erba. All’interno del complesso è collocato l’Oratorio di Sant’Ilario. Dal 1948 è sede dell’Archivio di Stato e della Biblioteca Comunale. Un importante intervento di riqualificazione consentirà un utilizzo differente di questa antica struttura medievale.
  • Monumento a Verdi. In granito e bronzo, l’opera dello Ximenes, costruita nel 1913 dall’architetto Lamberto Cusani, è dedicata al grande maestro Giuseppe Verdi. Il monumento visibile attualmente è solo una parte di un complesso più vasto, sacrificato, non senza polemiche, in nome dell’espansionismo urbanistico del dopoguerra.
  • Monumento a Bottego. Monumento bronzeo realizzato nel 1907 dallo Ximenes, in occasione del decimo anniversario della scomparsa dell’esploratore parmigiano Vittorio Bottego. La zona in cui sorge il monumento è attualmente sottoposta ad una vasta operazione di ristrutturazione e riqualificazione urbana, seguendo un progetto dell’architetto catalano Oriol Bohigas. Da una vasca d’acqua emerge un piedistallo formato da macigni su cui è posta la statua di Bottego con ai lati due guerrieri galla che rappresentano i fiumi Omo e Giuba.
  • Monumento alla Vittoria alata. Obelisco, posto in viale Toschi, fu inaugurato nel 1931 dal re Vittorio Emanuele III. La parte bronzea è stata realizzata dallo Ximenes. Il monumento, il cui autore fu Lamberto Cusani, è costituito da una alta colonna di marmo avvolta da un fregio bronzeo che ferma una lunghissima spada. Una figura femminile alata, la Vittoria, posta su una sfera bronzea, conclude la colonna alta circa dieci metri.
  • Monumento a Filippo Corridoni. Il monumento dedicato al sindacalista caduto nel 1915 sul Carso, fu eretto nel quartiere Oltretorrente fra il 1925 e il 1927, su disegno dell’architetto parmigiano Mario Monguidi e modellato nel marmo e nel bronzo dallo scultore Alessandro Marzaroli. La statua in bronzo, restaurata nel 2009, misura 4,50 metri di altezza. L’intero manufatto poggia su una base di gradini di porfido ed è alto 13 metri. Dal basamento quadrato, con quattro teste scolpite nel marmo, quattro aquile e quattro scritte di Corridoni, si innalza la stele bianca con altorilievi. L’epigrafe è del poeta parmigiano Ildebrando Cocconi.
  • Monumento a Ercole e Anteo. È un’opera in rame dell’artista fiammingo Teodoro Vandersturck risalente agli anni tra il 1684 e 1687 e nota anche con il nome de I du brasè (in dialetto parmigiano i due abbracciati). In origine doveva ornare la vasca collocata davanti a Palazzo Ducale, ma venne più volte trasferita. Fino al suo ultimo restauro la statua era situata a fianco del Palazzo del Comune, dove è ancora visibile una copia, mentre oggi è collocata all’interno del cortile di Palazzo Cusani (sede della Casa della Musica).
  • Monumento al Correggio. Statua del 1870 realizzata in marmo dallo scultore Agostino Ferrarini e posta in piazza Garibaldi. Rappresenta l’artista Antonio Allegri da Correggio nell’atto di guardare una propria opera tenendola, a distanza, con una mano sopra al proprio ginocchio.
  • Monumento a matt Sicuri. Enzo Sicuri, il filosofo da marciapiede, era un personaggio contemporaneo molto noto in città per aver sempre vissuto in strada, dormendo in scatole di cartone e veniva chiamato familiarmente dai parmigiani matt Sicuri. Il monumento in bronzo, realizzato da Maurizio Zaccardi, ne celebra la figura mentre siede su una scatola di cartone appoggiato a una bicicletta.
  • Monumento al Parmigianino. È una statua in marmo bianco del 1879 finanziata dall’Ordine Costantiniano e dal Comune. Con base a sezione quadrata divisa in tre piani, fu realizzata da Giovanni Chierici e raffigura Francesco Mazzola, detto il Parmigianino. L’ubicazione in piazzale della Steccata non è casuale: l’artista, infatti, aveva lavorato all’interno della vicina Chiesa della Steccata, realizzandone alcuni affreschi, tra il 1531 e il 1539.
  • Monumento al Partigiano. È un’opera ideata dallo scultore Marino Mazzacurati e dall’architetto Guglielmo Lusignoli, raffigurante tre aspetti della guerra e della resistenza: un combattente con il mitragliatore in mano, un partigiano caduto e un muro per le fucilazioni ricavato da mattoni di case parmigiane distrutte dai bombardamenti. L’inaugurazione avvenne nel luglio 1956 in occasione della visita del Presidente Giovanni Gronchi.
  • Monumento a Garibaldi. Opera in bronzo dello scultore Davide Calandra, fu scoperta nel 1893. È posta nell’omonima piazza, di fronte al palazzo del Governatore. La statua, alta più di tre metri e posata su un alto basamento che reca tre bassorilievi raffiguranti la difesa di Roma, la battaglia di san Fermo e lo sbarco a Marsala, ritrae l’Eroe dei Due Mondi in piedi con le mani appoggiate sull’elsa della spada.
  • Monumento a Padre Lino. Ricorda Padre Lino Maupas, un frate francescano dalmata, assai amato dai parmigiani per le sue virtù cristiane, morto a Parma nel 1924. La statua, in bronzo e senza basamento, opera della scultrice Jucci Ugolotti, fu collocata nel 1998 in piazzale Inzani, vicino al Convento dell’Annunziata in cui Padre Lino visse dal 1893 alla morte. Il frate è rappresentato nell’atto di camminare offrendo i pani che stringe nelle madi.
  • Monumento ai Caduti di tutte le guerre. È stato ottenuto da Mario Monguidi modificando opportunamente l’antica Torre di San Paolo in via Macedonio Melloni. Esso è costituito principalmente da una grande lapide di marmo bianco con una epigrafe, da cinque teste coronate da filo spinato a ricordo dei soldati in trincea, da una lampada votiva, da una statua inginocchiata (la Stirpe Italica) e da medaglioni con i simboli delle armi. La torre è munita di una cella con una grande campana. Fu inaugurato nel 1961 dal Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi.
  • Monumento ad Arturo Toscanini. Opera di Maurizio Zaccardi, ritrae Arturo Toscanini, a grandezza naturale, nell’atto di dirigere l’orchestra. La statua, posta su un massiccio basamento di marmo, è stata sistemata all’ingresso del Barilla Center in via Emilia Est, in attesa di essere spostata in una piazza vicino alla casa natale del grande Maestro.
  • Monumento a Padre Pio da Petrelcina. Il monumento in bronzo e senza piedistallo, di Padre Pio è stato posto dalla devozione popolare in piazzale Salvo d’Acquisto nel 1991. Il frate, a grandezza naturale, è ritratto in atteggiamento di preghiera. È andato perso il nome dell’autore.
  • Arco di San Lazzaro. È un arco trionfale recentemente ristrutturato, con una struttura a tre fornici e decorato secondo un gusto barocco. Venne costruito in occasione delle nozze tra il duca di Parma Odoardo Farnese e Margherita de’ Medici e più volte restaurato nel corso dei secoli, dapprima per festeggiare il matrimonio tra Elisabetta Farnese e Filippo V di Spagna, in seguito, nel 1805, in occasione dell’arrivo di Napoleone I e nel 1825 per la visita di Francesco I e la figlia Maria Luigia.

Fonte

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