Ferrara

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Ferrara (Fràra in dialetto ferrarese) è un comune italiano di 135.378 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia in Emilia-Romagna.
Situata nella bassa pianura emiliana, la città di Ferrara sorge sulle sponde del Po di Volano che separa la città medioevale dal primitivo borgo di San Giorgio e delimita il confine con i nuovi insediamenti contemporanei a sud delle mura. Ferrara gode di un importante periodo aureo quando nel Basso Medioevo e nel Rinascimento sotto il governo della famiglia degli Este viene trasformata in un centro artistico di grande importanza non solo italiano ma anche europeo, arrivando ad ospitare personalità come Ludovico Ariosto e Torquato Tasso, Niccolò Copernico e Paracelso, Andrea Mantegna e Tiziano, Pico della Mirandola e Pietro Bembo. Durante il Rinascimento a Ferrara si realizza una delle più importanti progettazioni urbanistiche della storia europea moderna, l’Addizione Erculea, il primo esempio di pianificazione ragionata degli spazi urbani, commissionata nel 1484 dal duca Ercole I d’Este (da cui prende il nome) all’architetto Biagio Rossetti. La nuova parte della città viene chiamata Arianuova sia per la sua collocazione esterna al vecchio asse del castello medievale, sia perché connotata fino alla fine del XIX secolo da ampie aree verdi prive di edifici, dette “orti e giardini”, interne alle nuove possenti mura rossettiane. Grazie a quest’opera architettonica Ferrara viene considerata dagli studiosi la prima città moderna d’Europa.

L’UNESCO le conferisce il titolo di patrimonio mondiale dell’umanità per la prima volta nel 1995 come città del Rinascimento e successivamente, nel 1999, riceve un ulteriore riconoscimento per il Delta del Po e per le Delizie estensi. Ferrara inoltre è una dei 4 capoluoghi di provincia (assieme a Bergamo, Lucca e Grosseto), il cui centro storico è rimasto quasi completamente circondato dalle mura che, a loro volta, hanno mantenuto pressoché intatto il loro aspetto originario nel corso dei secoli. Ferrara, con Pisa e Ravenna, è anche una delle prime città del silenzio citata nelle Laudi di Gabriele D’Annunzio.

Ferrara è antica sede universitaria (Università degli Studi di Ferrara) e sede arcivescovile (Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio). Ospita importanti centri culturali: la Pinacoteca Nazionale del Palazzo dei Diamanti, la sede della Fondazione Ermitage Italia, il Museo Archeologico Nazionale, il Museo del Risorgimento e della Resistenza, il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea ‘Filippo De Pisis’, il Museo della Cattedrale, il Museo Giovanni Boldini e numerosi altri musei.

La città contemporanea poggia su un’economia basata sulla produzione agricola e industriale che ne fanno un centro di primaria importanza grazie alla presenza di numerosi impianti industriali presenti nell’area del petrolchimico e della piccola e media impresa. I settori più rappresentativi sono quelli della chimica industriale, dell’industria metalmeccanica, dell’elettrotecnica e dell’industria tessile e alimentare. Inoltre le reti stradali e ferroviarie la inseriscono all’interno del circuito commerciale sia regionale che nazionale grazie alla presenza di adeguate infrastrutture come l’Autostrada A13, lo scalo merci della stazione ferroviaria e gli scali portuali situati a Pontelagoscuro che collegano la città al Po e al Mar Adriatico.

Geografia

Il territorio del Comune di Ferrara si estende su un’area totalmente pianeggiante nella Val Padana a qualche chilometro di distanza dal confine col Veneto e con la provincia di Rovigo. L’area ferrarese è contraddistinta dal passaggio di numerosi canali di irrigazione e di scolo creati duranti i secoli per garantire la depurazione del terreno e per facilitare gli insediamenti abitativi e produttivi. L’area pianeggiante garantisce le attività di raccolto delle piantagioni, alla coltivazione delle campagne nonché all’allevamento e alla pesca. Il territorio ferrarese viene contraddistinto inoltre dal Parco regionale del Delta del Po e dalle Valli di Comacchio limitrofe al Mar Adriatico.

Senza argini e canali il territorio della provincia, e quello stesso della città, sarebbero in parte preminente coperti dalle acque. La pianura ferrarese soggiace al livello delle acque del Po che scorrono entro arginature imponenti a settentrione della città; fortunatamente il defluire delle sue acque permette lo sgombro della pianura dal ristagno permanente dei tensioattivi rilasciati dai fiumi appenninici emiliani che, altrimenti, ristagnerebbero nella depressione naturale costituita dalla pianura ferrarese. Se a settentrione della città corre, tra i suoi argini, il Po, a ponente si distendono i comprensori di Burana e della Valle di Santa Martina, naturalmente soggetti alla palude, e a levante i due grandi “polesini” di San Giovanni e di San Giorgio, per secoli grandi paludi. L’emergere di Ferrara dalle acque lo si deve all’opera di chi in passato l’ha governata dato che la particolarità del territorio ha costretto i regnanti ad attuare processi di bonificazione.

In questo ambito furono di fondamentale rilevanza le opere attuate da Borso, Ercole e Alfonso; furono anche bonificatori i pontefici che succedettero loro, tra i quali si ricordano gli interventi di Gregorio XIII, di Clemente VIII di Innocenzo X e di Benedetto XIV. Bonificatori debbono essere riconosciuti gli odierni tutori del territorio dato che devono fare fronte ad una serie di fenomeni fisici e geologici che congiurano all’abbassamento del territorio ferrarese sotto il livello del mare e imponendo così che gli impianti di bonifica siano sempre più potenti, efficienti e sicuri.

Monumenti e luoghi d’interesse

L’Addizione Erculea rappresenta la più importante opera urbanistica del Medioevo, operata da Biagio Rossetti su ordine di Ercole I d’Este da cui prende il nome. Il progetto prevedeva la creazione di una nuova zona monumentale a nord della città, oltre la Via Giovecca. A partire dal Castello Estense fino a nord della Porta degli Angeli correva un lungo viale detto Viale degli Angeli (successivamente ribattezzato appunto Corso Ercole I d’Este) il quale andava ad intersecarsi con un altro viale proveniente da est: dall’incrocio di queste vie nasce il cosiddetto Quadrivio degli Angeli formato dal Palazzo dei Diamanti, Palazzo Prosperi-Sacrati e Palazzo Turchi di Bagno. Da questa opera deriva in larga parte il riconoscimento dell’UNESCO, che ha inserito Ferrara nella lista dei patrimoni dell’umanità. Il centro storico della città rappresenta dunque uno degli esempi meglio conservati di città medioevali, caratterizzato perciò da un vasto numero di monumenti, palazzi, chiese e strade storiche, ad iniziare dal Castello Estense, edificio in mattoni a pianta quadrata dotato di quattro torri difensive con altane e circondato da un fossato colmo d’acqua che lo rende, a tutt’oggi, uno degli ultimi castelli europei circondato da un fossato.

La prima cattedrale cittadina fu la Basilica di San Giorgio fuori le mura situata fuori dalla città storica, nel Borgo San Giorgio, poi spostata nell’attuale sede a poca distanza dal Castello Estense. La Cattedrale di San Giorgio, sede dell’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, è stata fatta costruire da Guglielmo degli Adelardi e consacrata nel 1135 quando furono completate la facciata principale e quelle laterali romaniche. Le arcate della parte superiore della facciata sono del XIII secolo. Il campanile, in stile rinascimentale, venne realizzato nel 1451-1493 su progetto di Leon Battista Alberti e ultimato, nella forma attuale, alla fine del XVI secolo, ma rimasto tuttavia incompleto.

Di fronte alla cattedrale si trova il Palazzo della Ragione, costruito in mattoni in stile gotico nel 1315-1326; l’attuale versione deriva da un rifacimento posteriore alla seconda guerra mondiale, a seguito di un incendio che distrusse una parte del palazzo. L’edificio attuale, costruito tra feroci polemiche, non rende giustizia alla bellezza del manufatto originale, risultandone una sbiadita copia inserita in un contesto non adatto.

Poco lontano si trova l’attuale sede dell’Università, mentre la sua antica sede, Palazzo Paradiso (1391), ospita oggi la Biblioteca Comunale Ariostea nella quale si trova la più completa raccolta di edizione dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto ed alcune lettere di Torquato Tasso nonché la Bibbia appartenuta al frate domenicano Girolamo Savonarola.

La casa di Ludovico Ariosto fu costruita dallo scrittore a partire dal 1526 nella parte “nuova” della città, inglobata dall’Addizione Erculea ed in essa morì nel 1533. Ferrara è dal XIII secolo importante centro ebraico e, durante le persecuzioni in seguito alle Leggi razziali emanate nel 1938 dal governo fascista, diviene protagonista delle persecuzioni e di un eccidio, avvenuto accanto al fossato del Castello, ricordati dallo scrittore Giorgio Bassani nel romanzo Il giardino dei Finzi-Contini (1962) e in La lunga notte del ’43 (1956).

Sede universitaria dal 1391, essa vide laurearsi nel XVI secolo Niccolò Copernico (1503) e Paracelso. Importante centro umanistico, ospitò alla corte estense i maggiori poeti italiani del Quattrocento e Cinquecento, Matteo Maria Boiardo, Ludovico Ariosto e Torquato Tasso, nonché i grandi pittori del suo tempo, Andrea Mantegna, Giovanni Bellini, Cosmè Tura, Francesco del Cossa ed Ercole de’ Roberti (la famosa Officina ferrarese), Garofalo, Tiziano, Dosso e Battista Dossi, Scarsellino. Molte opere di questi autori trovano oggi collocazione nella Pinacoteca Nazionale, ospitata nel Palazzo dei Diamanti.

Le Mura di Ferrara sono lunghe all’incirca 9 km e hanno mantenuto pressoché inalterate le loro condizioni giungendo ai giorni nostri come si presentavano in epoca medievale. Dotate di numerosi baluardi difensivi, specialmente nella parte sud, in tempi antichi erano interamente circondate da un fossato e ornate da importanti varchi di accesso quali la Porta Paola a sud, la Porta San Giovanni a est e la Porta degli Angeli a nord. Altrettanto importanti sono le Delizie estensi ovvero un insieme di 19 ville presenti nel territorio ferrarese e nella sua provincia. Rappresentavano i luoghi di ritiro estivi e di svago degli Este, collegati alla città tramite canali navigabili. Oggi si possono ancora ammirare alcune delle delizie sopravvissute nel corso del tempo, mentre altre sono in rovina o non esistono più. Le più conosciute e meglio conservate sono quelle di Schifanoia a Ferrara, di Belriguardo a Voghiera e quella di Copparo. Da ricordare anche lo splendido Castello di Mesola, residenza di caccia degli Este.

In città, nel risvolto di piazza Girolamo Savonarola con corso Martiri della Libertà, è presente il padimetro, una specie di idrometro che segna le varie altezze a cui è arrivato il livello del Po nella frazione di Pontelagoscuro durante i più importanti e gravi eventi di piena del fiume.

Duomo di Ferrara

La cattedrale di San Giorgio, sede dell’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, rappresenta uno degli edifici storici più importanti della città.

La costruzione della cattedrale, edificata sulle macerie delle mura altomedievali, è iniziata nel XII secolo. L’anno effettivo in cui iniziò la costruzione non è certo: un’iscrizione, collocata sopra l’arco del protiro, datata al 1135 recita infatti: “anno milleno centeno ter quoque deno / quinque superlatis struitur domus haec pietatis”. Il verbo “struitur” è di difficile traduzione, ed è stato infatti interpretato sia come “si costruisce”, sia come “si continua a costruire”. Il progettista che diede inizio anche alla realizzazione del protiro è Nicholaus (già architetto della cattedrale di San Zeno a Verona e della sacra di San Michele in Val di Susa), chiamato all’edificazione della cattedrale insieme al fabbriciere Guglielmo degli Adelardi. La “firma” di Nicholaus è contenuta in un’iscrizione collocata sopra la cornice della lunetta del portale maggiore.

La facciata della cattedrale, costruita in stile romanico, presenta numerosi e articolati particolari di rilievo quali logge, arcate, statue, rosoni e bassorilievi. Alcuni particolari, posteriori alla creazione della facciata, presentano caratteristiche gotiche come il Giudizio universale posto sul protiro sorretto da due ippogrifi o la statua della Madonna col Bambino posta in una loggia sopra il portale centrale.

Sul lato destro della cattedrale che corre lungo piazza Trento e Trieste era un tempo presente una seconda entrata denominata “porta dei Mesi”, che fu completamente demolita durante un restauro settecentesco operato dall’architetto Muzzarelli. Sullo stesso lato meridionale è stata ritrovata un’iscrizione (quasi completamente situata sotto l’attuale livello della piazza) che corre lungo tutta la fiancata, recante un decreto del Consiglio dei sapienti del comune, del 13 maggio 1173, testimonianza delle regole e delle consuetudini locali. Un’altra importante iscrizione si trova nella facciata, accanto alla statua di Alberto V d’Este, e riporta la bolla papale di papa Bonifacio I che istituiva l’università di Ferrara, datata 4 marzo 1391.

L’interno della chiesa risulta completamente differente rispetto al corpo esterno: a tre navate è decorato in stile barocco. Nelle cappelle laterali sono presenti numerosi dipinti del Guercino, del Garofalo e di Francesco Francia. L’abside è opera dell’architetto ferrarese Biagio Rossetti e il catino absidale è affrescato il Giudizio Universale.

Il campanile in marmo rosa e bianco è stato attribuito a Leon Battista Alberti anche se, nella sua forma attuale, risulta incompleto.

Architetture religiose

Basilica di San Giorgio fuori le mura: fu la prima basilica della città, costruita sulla sponda destra del Po di Volano dove si era creata e sviluppata la Ferrara antica. Chiamata anche “monastero di San Giorgio degli Olivetani”, la chiesa fu costruita nel VIII secolo e quasi completamente trascurata quando la sede vescovile venne spostata, nel 1135, nell’attuale cattedrale. Il campanile fu rimaneggiato da Biagio Rossetti ed oggi ospita la tomba di Cosmè Tura.

Chiesa di San Francesco: opera di Biagio Rossetti, costruita nel 1494, presenta una pianta a croce latina e una facciata rinascimentale. L’interno, a tre navate, presenta otto cappelle per ogni lato.

Chiesa di San Paolo: interamente ricostruita dopo il terremoto del 1570 fungeva da luogo di sepoltura per la nobiltà ferrarese. Vi sono conservati dipinti dello Scarsellino e del Bastianino. A fianco della chiesa si conserva l’antico convento con due chiostri.

Altre chiese

Chiesa di Santa Maria in Vado, il suo nome deriva da un guado del Po detto il “vado” presente nei dintorni dell’edificio. Vi avvenne un miracolo eucaristico nel 1171. Da un’ostia spezzata fuoriuscì un getto di sangue che andò a colpire la volta soprastante e il punto dove si suppone siano ancora presenti le macchioline di sangue può essere raggiungo tramite una piccola scala che parte da una delle cappelle.

Chiesa di San Cristoforo alla Certosa: edificio di culto del cimitero della Certosa di Ferrara, anticamente situata in una zona tranquilla e distante dalla città come voleva la tradizione dei certosini, ma ricompresa all’interno delle mura cittadine con l’Addizione erculea. Dopo che i certosini vennero espropriati dalla chiesa l’edificio passò nel 1813 al comune di Ferrara che riaprì la chiesa al culto e cedette il cimitero monumentale alla cittadinanza. L’interno è costituito da un’unica navata dotata di sei cappelle il cui progetto è attribuito a Biagio Rossetti.

Teatro comunale di Ferrara

Il Teatro comunale di Ferrara costituisce il più importante teatro della città, costruito dal 1773 al 1797 e inaugurato l’anno successivo. Nonostante Ferrara possedesse già numerosi teatri, la nobiltà ferrarese impose la necessità di un unico teatro cittadino fino a quando vennero scelti dal cardinale Borghese gli esecutori dell’opera ovvero Antonio Foschini e Cosimo Morelli. Il teatro iniziò così a prendere forma in un’area tranquilla e poco popolosa posta esattamente di fronte al Castello Estense. Ma nel 1778 con l’arrivo di un nuovo cardinale i lavori si arrestarono bruscamente a causa delle accuse di incompetenza e di scarsa efficienza che il cardinale attribuì all’operato degli esecutori. Dopo anni di liti e ritardi i lavori ripresero nuovamente per essere riaffidati ancora a Foschini e Morelli che realizzarono la costruzione ultimandola nel 1797 per essere poi inaugurata nel 1798 dall’opera Gli Orazi e i Curiazi di Cimarosa.

Fonte

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