Monteleone di Calabria (ex Vibo Valentia)

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Vibo Valentia (già Monteleone di Calabria) è un comune calabro e capoluogo dell’omonima provincia.
È il comune più popoloso della cosiddetta Costa degli dei o Costa bella. La città di Vibo ha una storia lunga oltre 8.000 anni, è anche stata capoluogo della Calabria Ultra e tesoreria delle Calabrie (Ulteriore e Citeriore).

Territorio

La posizione della città, adagiata sul pendio di un colle, assume un’importanza strategica in ambito territoriale. Crocevia sin dai tempi dell’antica Grecia e dell’impero romano, domina sia l’hinterland, sia la catena montuosa delle Serre, sia la zona marittima con il suo porto e le stazioni turistiche. Servita da tutte le arterie di comunicazione, di cui ne è importante snodo, dall’autostrada A3 (Salerno-Reggio Calabria), alla linea ferroviaria, ai collegamenti con l’aeroporto internazionale poco distante, fino al porto del quartiere Vibo Marina.

La città di Vibo Valentia sorge su un grande terrazzamento collinare scistoso, l’altezza media è di 476 m s.l.m. ma raggiunge i 556 nella parte più alta e si trova sul livello del mare nella zona Marina. Le tre maggiori concentrazioni di attività industriali del comune sono presso la Località Aeroporto, presso Porto Salvo (adiacente Vibo Marina, grazie allo sfruttamento delle opportunità fornite dalla presenza del porto polifunzionale e dello scalo ferroviario), ed infine al confine con Maierato, mentre la zona commerciale è sita all’interno della città sulla collina, come anche la maggior concentrazione demografica.

Clima

Il clima estivo in città non è mai veramente caldo, a stento supera i 30 gradi ma in compenso è umido ed afoso, situazione diversa sulla marina dove le temperature raggiungono anche i 35 gradi ma con un livello molto inferiore di umidità. D’inverno si hanno molto raramente nevicate, il clima è piacevole e mai troppo freddo e si concede spesso a giornate soleggiate che raggiungono anche i 20º, le precipitazioni non sono frequentissime.

In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media dei mesi più freddi, gennaio e febbraio, si attesta a +12,2 °C; quella del mese più caldo, agosto, è di +26,3 °C.

Le precipitazioni medie annue si aggirano sui 550 mm e si distribuiscono mediamente in 73 giorni, con un prolungato minimo estivo ed un moderato picco tra l’autunno e l’inverno.

Monumenti e luoghi d’interesse

Castello normanno-svevo

Il castello sorge dov’era ubicata probabilmente l’Acropoli di Hipponion che in parte si estendeva pure sulla collina vicina. Nonostante la prima fase di costruzione della struttura venga volgarmente attribuita all’età Normanna, in realtà, essa risale al periodo Svevo quando Matteo Marcofaba governatore della Calabria venne incaricato da Federico II di ripopolare e favorire lo sviluppo della la città. il castello venne ampliato da Carlo d’Angiò nel 1289 quando assunse più o meno un aspetto simile a quell’odierno. Fu rafforzato dagli Aragonesi nel XV secolo ed infine rimaneggiato dai Pignatelli tra il XVI-XVII sec, perdendo quasi del tutto la funzione militare e assumendo invece quella di abitazione nobiliare. Il secondo piano fu demolito di proposito, in quanto pericolante, a causa dei danni riportati dopo il terremoto del 1783. Il castello presenta oggi delle torri cilindriche, una torre speronata ed una porta ad un’arcata di epoca angioina. È oggi sede del Museo archeologico statale.

Mura di Hipponion

In località “Trappeto Vecchio” a pochi passi dal cimitero, si trovano i resti di una parte del tracciato delle mura di Hipponion di circa 400 m. Queste erano lunghe in origine circa 7,5 km. Il tratto visitabile è stato messo in luce dall’archeologo Paolo Orsi fra il 1916 e il 1921. Sono state riconosciute 6 fasi costruttive di cui, a parte la prima del VI secolo a.C., tutte le altre sono costruite con blocchi ciclopici squadrati di arenaria e calcarenite. Delle ultime due fasi rimangono, almeno in pianta 8 torri circolari. Qualcuna di esse si è conservata oltre le fondamenta, in particolare una che raggiunge circa i 4 metri di altezza. Queste torri dovevano essere alte in origine circa 10 metri.

Castello di Bivona

Il castello di Bivona venne fatto edificare nella prima metà del ‘400 da Mariano d’Alagni, governatore di Monteleone, a difesa del porto. Il castello ha una pianta più o meno rettangolare con quattro torri circolari agli angoli. Venne abbandonato alla fine del ‘600 per la formazione di paludi nelle vicinanze. D’allora il castello è rimasto in totale stato di abbandono, da poco è iniziato il restauro che lo renderà nuovamente agibile.

Chiese rilevanti di Vibo Valentia

  • Chiesa di Santa Maria Maggiore e San Leoluca (Duomo di Vibo Valentia): edificata nel ‘600 sui resti di un’antica basilica bizantina del IX sec., è stata restaurata dopo il terremoto del 1783 sotto la supervisione di Emanuele Paparo. Il suo impianto è a croce latina con unica navata, ornata da affreschi neoclassici ottocenteschi. Di pregio sono l’altare maggiore settecentesco, in marmo policromo, da cui spicca una scultura cinquecentesca a tutto tondo della Madonna della Neve, e un trittico marmoreo rinascimentale, opera del Gagini, raffiguranti la Madonna delle Grazie, San Giovanni Evangelista e Santa Maria Maddalena,ove è anche possibile scorgere lo stemma della potente famiglia dei Pignatelli.
  • Chiesa di Santa Ruba: sorge a metà strada fra Vibo e uno dei paesi satelliti della stessa (San Gregorio d’Ippona). Di origini antiche (venne costruita attorno all’anno 1000 da Papa Callisto II), presenta una cupola d’ispirazione orientale.
  • Chiesa del Rosario: fu costruita nel 1337 nella locazione di un preesistente teatro romano. La chiesa, in stile gotico, fu più volte ricostruita in seguito a cataclismi (come il terremoto del 1783).
  • Chiesa del Carmine: risalente al ‘600, venne ricostruita attorno al 1864 in forma circolare.
  • Chiesa di Santa Maria degli Angeli: costruita tra il 1621 e il 1666, è curata dai Padri Cappuccini fin dal 1866. Il pezzo di maggior attrattiva della chiesa è il Crocifisso ligneo detto “degli Angeli”, meta di migliaia di devoti che, per antica tradizione, nei venerdì di marzo di ogni anno si recano in pellegrinaggio.
  • Chiesa di San Michele: si ha traccia di questa antica chiesa, esempio di architettura rinascimentale al sud, dalla data dell’8 agosto 1519, quando il Vescovo di Mileto, Andrea Della Valle, la elevò a Parrocchia. Il campanile, su probabile disegno del Peruzzi, a torre quadrata, con tre ordini sovrapposti, aveva un orologio il cui meccanismo è stato ritrovato sul posto e sarà conservato in un museo, all’interno vi è un affresco di Luca Giordano San Michele che scaccia Lucifero.
  • Chiesa dello Spirito Santo: edificata nel 1579, si può considerare la prima cattedrale della città, poiché nel 1613 Virgilio Cappone sposto la sede vescovile da Mileto alla città capoluogo. Conserva al suo interno una tela attribuita a Teodoro Fiammingo, oltre ad un’opera di F. A. Curatoli.
  • Chiesa Santa Maria la Nova: costruita nel 1521 con il nome di Santa Maria del Gesù dal duca Ettore Pignatelli, ne custodisce il sarcofago. Si presenta attualmente con stili diversi ed ospita al suo interno un marmo del Gagini. Usata in periodo di guerra come deposito militare, fu restaurata e riaperta nel 1837 per volontà di Enrico Gagliardi.
  • Chiesa di Santa Maria del Soccorso: costruita originariamente attorno al 1632, venne rifatta nel 1791 su disegni di Bernardo Morena.
  • La Madonnella: antica sede dei Cappuccini, annualmente vi si celebra il culto della Madonna del Buon Consiglio e di sant’Anna.
  • Chiesa di Sant’Antonio di Padova: chiesa del XVII ove è possibile osservare un altro affresco di Luca Giordano, La Madonna col bambino tra i Santi Anna e Felice.

Palazzi nobiliari

  • Palazzo Capialbi
  • Palazzo Cordopatri
  • Palazzo Di Francia
  • Palazzo Gagliardi
  • Palazzo Gagliardi (foresteria)
  • Palazzo Marzano
  • Palazzo D’Alcontres
  • Villa Cordopatri

Principali castelli e fortificazioni

  • Castello Normanno-Svevo
  • Castello di Bivona
  • Cinta muraria di Hipponion
  • Porta e torre del Conte d’Apice (porta della cinta urbica medievale)
  • Arco Marzano (porta della cinta urbica medievale)

Ambiente

  • Villa comunale “Regina Margherita”
  • Villa Gagliardi (classica villa gentilizia con strutture architettoniche e artistiche per lo più andate perdute, vegetazione italiana e alberi secolari)
  • Parco Botanico palazzo Di Francia
  • Parco Urbano, quartiere Moderata Durant
  • Parco delle Rimembranze, Piazza d’Armi (con stele dedicata all’eroe dei due mondi Giuseppe Garibaldi)

Musei

  • Museo Archeologico Statale Vito Capialbi, fondato nel 1969, dal 1995 è ubicato nelle sale del Castello Normanno-Svevo. All’interno del museo è possibile trovare reperti archeologici rinvenuti in varie aree della città, soprattutto relativi alle epoche greca e romana. Attenzione merita la laminetta aurea, la più completa nel testo tra quelle rinvenute nella Magna Grecia, che testimonia il culto orfico. Databile al V-IV secolo a.C., è una sorta di breviario per ottenere la felicità nell’aldilà.
  • Museo dell’arte Sacra
  • Museo dei marchesi di Francia
  • Museo della tonnara
  • Museo della civiltà contadina

Fonte

La descrizione sopra è presa dall’articolo di Wikipedia Monteleone di Calabria, con brevetto CC-BY-SA. La lista completa di coloro che hanno contribuito alla stesura dell’articolo è disponibile qui.
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