Cosenza

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Cosenza (Cusenza in cosentino) nota anche come “città dei Bruzi”, è un comune italiano di 70.068 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia in Calabria.
Città tra le più antiche della regione, capofila di una conurbazione di circa 269.000 abitanti nel cui perimetro è ubicata l’Unical, il primo e più grande campus universitario in Italia, è sede della RAI regionale (TGR), dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano e rappresenta uno dei principali poli economici e di servizio regionale. Il capoluogo bruzio è proiettato da anni verso la fusione con i comuni dell’area urbana cosentina in senso stretto (Rende e Castrolibero in primis) che darà vita ad una città unica, il maggiore polo funzionale di un sistema urbano policentrico. Cosenza è identificata anche come Atene della Calabria per via del suo passato culturale; l’Accademia Cosentina, ad esempio, è la seconda del Regno di Napoli e una delle primissime accademie fondate in Europa.

Ancora oggi resta una città in cui arte e cultura affondano bene le proprie radici, non a caso nel mese di ottobre del 2008 è stata riconosciuta come Città d’arte dalla Regione Calabria con una delibera volta ad evidenziare il patrimonio storico-artistico della città, con importanti ricadute sull’aspetto commerciale (fiore all’occhiello dell’economia cittadina) e turistico del territorio.

Storicamente svolse il ruolo di capitale dei Bruzi ed in seguito capoluogo della Calabria Citeriore (o Calabria latina).

Geografia

Cosenza, il capoluogo di provincia più a nord della Calabria, sorge sui sette colli nella Valle del fiume Crati, alla confluenza di quest’ultimo con il Busento, confluenza che determina la distinzione geografica fra il centro storico, posto in alto fino al colle Pancrazio, e la città moderna sviluppatasi lungo la sua riva sinistra del Crati. Il nucleo storico, meglio conosciuto come Cosenza vecchia, rispecchia gli standard dei tipici centri antichi meridionali, caratterizzato da vicoli erti, stretti e tortuosi lungo i quali si erge un’edificazione fatta da fabbricati minuti e palazzi signorili, arroccati sui colli Pancrazio, Guarassano e Torrevetere, a sinistra del Crati, mentre sono rare le abitazioni su i restanti colli Gramazio, Triglio, Mussano e Veneri.

Tutto il centro urbano è cinto ad ovest dalla Catena Costiera meridionale (lungo la quale svetta Monte Cocuzzo di formazione dolomitica calcarea e che molti ritengono invece erroneamente un vulcano spento) che separa la città dal mar Tirreno, e ad est dalla Sila, l’altipiano boscoso in cui vive ancora il lupo, animale totemico della città stessa e simbolo della locale squadra di calcio, verso la quale protende il centro antico.

La città si estende su una superficie di 237,2 km², ad un’altezza dal livello del mare pari a 238 m.

Storia

Le origini della città di Cosenza risalgono al IV secolo a.C., momento in cui tutta l’area della Valle del Crati era ritenuta strategica per il popolo Bruzio, che qui innalzarono la loro capitale dandole il nome di Cosentia. Cosentia si sviluppò rapidamente tanto da esser definita “metropoli” e capitale di un vasto territorio, e controllore di quasi tutte le città della Magna Grecia calabra, che una dopo l’altra caddero sotto i continui attacchi dei Bruzi.

La forza della città nell’area locale, diede coraggio ai Bruzi anche nell’affrontare l’impero di Roma, che però riuscì sottomettere la città e tutto il suo popolo, facendo di Cosenza una delle sue stazioni, precisamente quella della Via Capua-Rhegium, attuale via Popilia (o via Annia). Sotto l’impero di Augusto, Cosenza trova nuova prosperità passando da città bellica a città commerciale, fino all’arrivo di Alarico re dei Visigoti, che dopo il sacco di Roma, muore a Cosenza venendo sepolto sotto il fiume Busento.

Dopo un nuovo periodo florido, nell’VIII e IX secolo, la città fu sotto il dominio dei longobardi, prima ed in seguito dei bizantini. Violentemente contesa da saraceni e longobardi, la città fu quasi distrutta e riedificata nel 988. Durante il periodo normanno la città ebbe il coraggio di ribellarsi in più occasioni senza mai ottenere grandi successi, divenendo successivamente, ducato degli Svevi, è fra le città preferite dell’imperatore Federico II di Svevia, che aiutò economicamente e culturalmente la città. Durante il periodo Angioino la città fu teatro di un diffuso brigantaggio, e di un profondo periodo di miseria. Dopo circa un secolo re Luigi III d’Angiò insieme alla moglie, decise di risiedere nel castello dando alla città il titolo di centro del ducato di Calabria.

Nel periodo Aragonese la città divenne capitale della Calabria Citra Naethum, poi capoluogo della Calabria Citeriore che comprendeva grosso modo l’attuale provincia cosentina. In questo periodo nasce l’Accademia Cosentina che trova il culmine con la guida di Bernardino Telesio, Con la conquista da parte degli spagnoli diviene uno dei centri più vivi della cultura meridionale. Il XVI secolo vide un impressionante fioritura umanistica e segnò per Cosenza una rinascita intellettuale, tanto che venne definita Atene della Calabria. Seguirono le dominazioni austriache fino alla guerra fra i Borboni e l’impero francese.

Nel periodo risorgimentale in città si manifestarono movimenti liberali e patriottici tra cui quello del 15 marzo 1844, rivolta ispiratrice per i Fratelli Bandiera che a capo di un gruppo di repubblicani veneziani cercano di aiutare i “fratelli calabresi”. Catturati in Sila dopo una aspra lotta armata contro le guardie civiche borboniche, vennero successivamente fucilati presso il Vallone di Rovito. In seguito i cosentini parteciparono a molte vicende del Risorgimento, dalle guerre d’indipendenza fino all’impresa dei Mille.

Nei primi del Novecento inizia lo sviluppo della città, grazie all’opera di liberali come Tommaso Arnoni, che successivamente collaborò con il regime fascista. Le attività di sistemazione dei quartieri esistenti e di creazione di nuovi quartieri furono consistenti. Anche per questo la città si dimostrò favorevole ai motti fascisti e alla politica del duce. Durante la guerra Cosenza fu bombardata in modo consistente nel 1943 e la fine della guerra la vide ridotta in condizioni socio-economico disastrose.

Con il boom economico Cosenza iniziò una veloce ripresa finanziaria, grazie ad una consistente espansione edilizia. L’azione amministrativa venne caratterizzata dalla politica della Democrazia Cristiana e da un governo di centro sinistra. La popolazione aumentò vertiginosamente superando i 100.000 abitanti nel 1971. La città si caratterizzava, come nel resto delle città meridionali, da un centro storico in stato di abbandono con i cittadini riversati nella città nuova. Vennero edificati enormi quartieri residenziali, sviluppando altresì il fenomeno dell’emarginazione sociale.

Fonte

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